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Il Pd non si tira indietro ma chiede prima i fatti

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Walter Veltroni ha evitato ogni commento: «Domani parlo in aula», si è limitato a replicare il leader del Pd. È stato il vice segretario del Pd Dario Franceschini a parlare di «toni più civili e più aperti al dialogo. Questo è anche merito della stagione diversa avviata dal Pd. Noi siamo pronti al dialogo ma anche ad alzare la voce quando necessario. Staremo a vedere», ha aggiunto. Sintetico anche il commento di Umberto Bossi: «La Lega non si metterà di traverso e il governo durerà cinque anni per fare le riforme». Disponibilità è stata manifestata anche da Piero Fassino: «Spero che ai toni nuovi usati da Berlusconi corrisponda anche la sostanza. Gli obiettivi indicati sono ancora generali e dobbiamo vedere in concreto come verranno realizzati», ha detto il ministro degli Esteri ombra del Pd. «I toni sobri utilizzati dal presidente del Consiglio sono rispettosi delle opinioni di tutte le opposizioni. Affermazioni che contengono la consapevolezza che l'Italia non ha bisogno di guerre civili ma dello sforzo di tutti per mettere al centro le domande e le attese degli italiani», ha aggiunto. «Naturalmente -ha proseguito l'esponente del Pd- ai toni deve corrispondere la sostanza e una disponibilità vera a misurarsi con le proposte dell'opposizione sui problemi del Paese». L'alleanza guidata da Berlusconi, ha notato Fassino, ha vinto le elezioni proponendo il «la suggestione efficace di uno Stato leggero che protegge di più».

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