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La squadra è fatta. Berlusconi: "Basta polemiche"

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Silvio Berlusconi

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Sono37 i sottosegretari nominati che con il premier Berlusconi, il sottosegretario Gianni Letta e i 21 ministri formano i 60 componenti della squadra di governo come previsto dalla Legge Bassanini. Questo l'esito di una giornata a alta tensione nella coalizione di maggioranza con An sulle barricate in rotta di collisione con Forza Italia e con la Lega. Tant'è che per trovare la quadra il Consiglio dei ministri fissato inizialmente per la mattinata è slittato nel tardo pomeriggio. Sono diversi giorni che An punta i piedi per imporre alcune viceministri con un pressing estenuante sul premier all'insegna di «la Lega ha avuto finora quello che ha chiesto mentre noi siamo stati sacrificati». Così fino all'ultimo ha premuto per mettere Alfredo Mantovano al Viminale ma il ministro leghista Maroni ha fatto subito intendere di non voler cedere la delega sulla Ps a An. Il titolare dell'Interno si sarebbe lamentato per l'eccessiva concentrazione di potere nelle mani di An che ha già la Difesa con La Russa. In mattinata con una dichiarazione, Maroni ha sbarrato la strada a Mantovano: «Non ci sarà un viceministro dell'Interno». Pertanto a ridosso del Consiglio dei ministri alcune voci indicavano Mantovano in trasloco alla Giustizia. Nel frattempo si è scatenata la rissa anche all'interno di An sui nomi da piazzare con veti incrociati a gelosie. Al termine di una riunione ristretta del partito, Bocchino, vicecapogruppo del Pdl alla Camera, ha cercato di deviare l'attenzione smentendo l'esistenza di tensioni all'interno della maggioranza che avrebbero costretto a rinviare il Consiglio dei ministri. «Non c'è alcun contrasto con Berlusconi o all'interno di Alleanza nazionale. Si tratta solo di un fatto tecnico per mettere a punto, con gli ultimi aggiustamenti, la squadra dei sottosegretari e dei viceministri» è stata la spiegazione, poco convincente, di Bocchino. Ma vediamo l'esito del Consiglio dei ministri. Risolto il nodo della collocazione di Michela Vittoria Brambilla. La presidente dei Circoli sarà sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega al Turismo. Accanto a lei altri sei sottosegretari alla Presidenza: Paolo Bonaiuti con delega all'Editoria, Gianfranco Miccichè al Cipe e al Mezzogiorno, Maurizio Balocchi (Semplificazione normativa), Aldo Brancher (Federalismo), Rocco Crimi (Sport), Carlo Giovanardi (Famiglia, droga e Servizio civile). A questi si aggiunge Gianni Letta nominato nei giorni scorsi. Crimi ha ricevuto subito un telegramma di congratulazioni dal presidente del Coni Petrucci. Alleanza Nazionale riesce a piazzare Mantovano al Viminale. Sono 8 i sottosegretari di An: oltre a Mantovano, Adolfo Urso al Commercio Estero, Ugo Martinat alle Attività Produttive, Alberto Giorgetti all'Economia, Ivano Bonfiglio all'Agricoltura, Alfredo Mantica agli Esteri, Pasquale Viespoli al Welfare e Roberto Menia all'Ambiente. La Lega ha 5 sottosegretari: Daniele Molgora all'Economia, Maurizio Balocchi, Michelino Davico, Francesca Martini e Roberto Castelli. Un posto anche per i «piccoli» della coalizione. Piazzati due rappresentanti del Movimento per l'Autonomia, Giuseppe Reina e Enzo Scotti, rispettivamente primo e secondo dei non eletti al Senato. Reina ha ottenuto una delega al ministero delle Infrastrutture, Scotti agli Esteri. Il leader della Dc, Giuseppe Pizza va all'Istruzione. Cinque le donne: Brambilla, Stefania Craxi (Esteri), Elisabetta Alberti Casellati (Giustizia), Francesca Martini e Eugenia Roccella (Lavoro). Torna Vegas all'Economia e alle Infrastrutture arriva Bartolomeo Giachino. Completata la squadra di governo il prossimo Consiglio dei ministri potrebbe tenersi mercoledì 21 maggio a Napoli nel palazzo della Prefettura. Durante la riunione, Berlusconi ha lanciato un primo messaggio: «Sobrietà economica», ovvero «tagliare il più possibile le spese dei dicasteri. Anche quando si deve intervenire con dei decreti occorre tagliare».

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