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La Lega fa il pieno al Nord e giura fedeltà al Cavaliere

Bossi e Fini

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Con indosso una giacca grigia di taglio sportivo, camicia sbottonata, fazzoletto verde nel taschino, Bossi a un certo punto ha preso in mano una spada in legno di foggia celtica e ha battezzato a mò di cavalieri alcuni dei presenti. Un tripudio per la gente del Nord ma un segnale che viene recepito diversamente nel resto d'Italia. In ogni caso, il dato politico è che se Berlusconi ha vinto le elezioni e tornerà a Palazzo Chigi, una grossa mano gliel'ha data la Lega Nord, il partito che più si è rafforzato dalle urne. I numeri parlano chiaro: la Lega ha incassato il doppio dei consensi rispetto alle politiche del 2006 a livello nazionale. In Lombardia sfiora il 20% mentre in Veneto ha conquistato quasi un elettore su quattro. Il dato nazionale attribuisce al Carroccio circa il 9% sia alla Camera che al Senato contro il 4,6% e il 4,5% del 2006. Umberto Bossi tranquillizza gli alleati: «Visto che destro popolare? Manterremo i patti con Berlusconi, la gente vuole un Paese diverso e questo è stato un voto di proposta. Anche i lavoratori della sinistra hanno votato per noi». E ancora. «A Berlusconi vogliamo bene, non conosciamo la parola ostaggio». Il trionfo della Lega Nord si basa su un sentimento di protesta verso la «politica romana». Sentimento che Bossi ha cavalcato fino all'ultimo comizio della campagna elettorale a Milano. «Dalla capitale della Padania - aveva tuonato il Senatùr - voglio dire basta a Roma ladrona e al centralismo romano». Bossi aveva ribadito che se assumerà l'incarico di ministro per le Riforme «il primo provvedimento sarà il federalismo fiscale, così i nostri sindaci non dovranno andare più a chiedere soldi per le infrastrutture a Roma con il cappello in mano. Pretendiamo che una parte dei soldi che creiamo rimangano qui». Un tema rilanciato subito dopo l'esito delle urne. La Lega Nord ha sottoscritto il programma del Popolo della Libertà ma non ha intenzione di rinunciare alle sue battaglie storiche. Dal federalismo fiscale all'immigrazione («più poteri ai sindaci per contrastare l'invasione di clandestini»). Il Carroccio parla alla pancia della gente e le minacce folkloristiche di «imbracciare i fucili per garantire la legalità del voto» hanno colto nel segno. La Lega Nord avrà un peso determinante in Parlamento: in Senato dovrebbe contare su 26 senatori che comunque saranno fondamentali per garantire la maggioranza a Berlusconi.

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