Il Lazio sceglie il prossimo governo
Forseè per questo che nel Lazio i due partiti hanno provato a mettere il meglio (o quasi) che avevano da usare sul campo. I sondaggi, quelli riservati delle segreterie dei partiti, danno una situazione di sostanziale parità. E inoltre il margine di errore è ancora molto ampio perché vi sono alcuni fattori non calcolabili con grande precisione. Uno di questi è La Destra. Quanto vale? Il dato non è di secondo piano. Per capirlo basta fare un passo indietro, a due anni fa. Allora vinse il centrodestra per meno di 38mila voti, poco più dell'1%. Ma oggi al partita è tutta diversa. La sfida adesso è tra Pd e Pdl. Il partito di Veltroni può contare sull'effetto trainante dell'ultimo sindaco di Roma candidato, anche se sulla Camera. E sul vento in poppa delle amministrative, con Rutelli e Zingaretti che spingono sulla Capitale, dive risiede la metà degli elettori. Ds, Margherita e Idv però nel 2006 si fermarono poco sotto il 34% mentre le formazioni che compongono oggi il Popolo delle Libertà andarono oltre il 41%. Però. C'è un però. Anzi, più però. Uno per esempio è il fatto che An aveva come capolista Francesco Storace, che oggi corre per conto suo e conta con la sua Destra di arrivare oltre l'8% tanto da far scattare il seggio senatoriale. Ecco perché nel Lazio la partita è decisiva. E Anche nella speranza di strappare qualche voto il centrodestra ha messo su una lista calibrata a destra con l'«impresentabile» Gramazio che neppure dove essere candidato, ex storaciani come Augello e Allegrini, l'acchiappavoti Cesare Cursi. E Ciarrapico. Berluscono lo conferma candidamente: «Noi dobbiamo fare una campagna elettorale e si deve vincere. L'editore Ciarrapico ha giornali importanti a noi non ostili ed è assolutamente importante che questi giornali continuino ad esserlo visto che tutti i grandi giornali stanno dall'altra parte». Quindi minimizza: «Ciarrapico è un signore di mondo, che sprizza la simpatia di un Aldo Fabrizi. Veramente pensiamo -ha aggiunto Berlusconi- che con quello che sta succedendo con i rifiuti a Napoli, sia importante una dichiarazione del signor Ciarrapico subito smentita? Le cose serie sono altre. Le sue parole? È stato male interpretato e ha smentito completamente». Infine smentisce Fini che s'era detto contrario alla candidatura: «Pure An era d'accordo su questa candidatura». Ma La Russa (An), replica secco: «È improprio parlare di accordo». La candidatura dell'editore frattanto ha messo in difficoltà i quadri di Forza Italia e anche An nelle provincie. A Frosinone Antonello Iannnarilli e Alfredo Pallone sono stati oggetto di numerosi attacchi da parte dei giornali del Ciarra e si sono trovati l'incredibile beffa di essere fuori dalle liste e di ritrovarsi dentro il loro accusatore. Stesso discorso a Latina dove il quotidiani del candidato fascista si sono battuti contro il sindaco Vincenzo Zaccheo che chiedeva la riconferma, poi ottenuta. O contro Claudio Fazzone, che si ritrova a condividere la lista con Ciarrapico anche se può guardarlo dal'alto al basso visto che è settimo il lista, l'editore undicesimo. Ma quel che è più grave è quello che sta accandendo a Strasburgo. Il presidente del Ppe Wilfred Martens non ha per nulla digerito le battute dell'imprenditore e cadidato romano ed è stato a sua volta sbeffeggiato da Watson, leader dei Liberaldemocratici: «Sosterranno la campagna elettorale del Pdl dopo che ha deciso di candidare chi si dichiara ostinatamente fascista?».
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