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Walter fa il duro: pugno di ferro contro i pedofili

Veltroni

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E non ha dubbi: contro il fenomeno, «paragonabile a un omicidio perché segna per sempre la vita di un bambino», la tolleranza deve essere zero. Non sono le opinioni di un cowboy repubblicano come George Bush, di un sindaco decisionista come Rudolph Giuliani e nemmeno quelle di Gianfranco Fini o di un altro leader del centrodestra. No, questo è il Walter-pensiero in tema di pedofilia. Il segretario del Pd, da un lato sempre più ecumenico, dall'altro sempre più «ma-anchista» ora punta sulla questione-sicurezza per rassicurare i suoi elettori. E, ai microfoni di «Radio Anch'io», sostiene che «è arrivato il momento di avere la mano dura» contro i pedofili. Perciò annuncia la presentazione di un'iniziativa legislativa in tal senso, ritenendo che «la società deve ritrovare un sistema di valori e anche la coscienza del limite perchè episodi come quelli successi recentemente contro dei minori indicano la follia di un paese in cui le regole si sono perdute. Le regole vanno ristabilite - incalza lapalissianamente - Chi sbaglia deve pagare». Non solo. Più tardi Veltroni spiega che non escluderebbe la castrazione chimica per chi viene condannato come pedofilo se ci fosse la certezza che questo metodo sia efficace. «Non c'è nessuna certezza che funzioni - precisa - Ma se la scienza ci mettesse nelle condizioni di trovare un metodo efficace non vedo perchè non ricorrervi». Ma allo stato delle cose non abbiamo al certezza che la castrazione chimica sia efficace». Il disegno di legge del Pd è articolato in 12 punti (come il programma) e prevede l'aumento delle pene: per la violenza sessuale su minori di età compresa tra i 10 e i 14 anni la pena passa dai 6-12 anni 9-18 anni ed è così equiparata all'omicidio preterintenzionale. Per la violenza sessuale, invece, sui minori di 10 anni da 7-14 anni diventa da 10-20 anni ed è equiparata alla tratta o riduzione in schiavitù. La proposta ha scatenato le critiche della sinistra comunista e del centrodestra. «Veltroni smetta di inseguire Fini e la destra: non è accettabile l'introduzione della castrazione chimica come metodo di repressione della pedofilia, i cui effetti, peraltro, sono tutti da provare», replica il presidente dei deputati Verdi Angelo Bonelli. «Che credibilità può avere uno che oggi parla di castrazione chimica e quando ne parlavamo noi della Lega ci bollava come beceri e quant'altro?», si chiede Roberto Cota, vicepresidente dei deputati della Lega Nord. Rincara la dose il suo collega Roberto Calderoli, vicepresidente leghista del Senato: «I politici sono veramente dei pagliacci: quando cinque anni fa proposi la castrazione chimica fui crocefisso e indicato come il più sadico dei sadici, mentre oggi non si trova più nessuno contrario di fronte a questa proposta. I casi sono due: o sono in anticipo io oppure sono ritardati gli altri», commenta sconsolato l'autore della «porcata» legislativa. M. G.

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