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Casini nell'angolo: "Non possono annetterci"

Casini e Berlusconi

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[...] per entrare nel partito del Popolo delle Libertà dovrebbe cancellare il simbolo dell'Udc e su questo anche ieri ha risposto no a Silvio Berlusconi. «Non ci si può chiedere di annetterci — ha replicato al Cavaliere in un'intervista al Tg1 — Sarebbe poco dignitoso: un polo liberale non può nascere con richieste di annessione». «Noi — ha proseguito — proponiamo un patto chiaro e limpido: riconosciamo la premiership di Berlusconi, sgombrando così il terreno da equivoci, ma chiediamo che sia rispettata la nostra storia e il nostro simbolo, che per noi ha un grande valore, perché rappresenta la nostra storia e la nostra coerenza. Se il mio partito non fosse un esempio di coerenza invece delle elezioni avremmo un governo presieduto da Marini». Ma è la richiesta di rinunciare al simbolo (così come Berlusconi ha chiesto anche a Francesco Storace ottenendo un secco no) che proprio non va giù al leader dell'Udc. «Non ci si può chiedere di presentarci in un listone che va dalla Mussolini a Mastella a Fini. Chiediamo di partecipare alle elezioni con le nostre insegne, come la Lega. Né ci si può dire che la Lega è una forza territoriale, come la Csu in in Germania, perché lì la situazione è diversa, e dove si presenta la Csu non si presenta la Cdu». Ma si capisce che Pier Ferdinando Casini non è particolarmente allettato dall'idea di andare da solo alle elezioni. E a Berlusconi manda a dire di essere disposto a un incontro perché «va scongiurara la divisione dei moderati». Pronto anche a prendere «un impegno per la stabilità del premier a palazzo Chigi. Ricordatemi una sola occasione in cui sono venuto meno ai miei impegni con gli elettori». Ma quali saranno i temi della campagna elettorale dell'Udc se il partito deciderà di correre da solo? Casini ne ha elencati tre, partendo dalla difesa «dell'identità cristiana dell'Italia». «In secondo luogo — ha proseguito — ci sarà la modernizzazione, per esempio sull'energia nucleare perché non è possibile che oggi l'Italia importi l'85% della propria energia; e in terzo luogo il merito, soprattutto in riferimento ai ceti più deboli, perché le persone più deboli possono salire solo se si riconosce il merito di ciascuno». Ma una decisione l'Udc la prenderà dopo il consiglio nazionale di domani, in cui Casini annuncerà ufficialmente se confluire nel Pdl o andare alle elezioni da solo. Intanto qualche apertura gli è arrivata anche dalla neonata «Rosa Bianca» di Pezzotta e Baccini. «Con Casini si può ragionare — ha detto l'ex leader della Cisl e oggi presidente del partito — Ma è Casini che deve decidere dove vuole andare. Noi abbiamo deciso di correre da soli, di non allearci né con il centrodestra né con il centrosinistra». E un appello ad allearsi con la Rosa Bianca gli è arrivato anche da Gerardo Bianco: «Noi non chiudiamo la porta a Casini, anzi, guardiamo con attenzione alle sue decisioni. Lui si trova a un bivio: o andare a Canossa, con cappello in mano, da Berlusconi, oppure fare una scelta politica che riaprirebbe per lui e per l'Udc degli spazi da protagonista. Per questo guardiamo con attenzione alle sue decisioni».

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