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Le reazioni

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Il centrodestra si schiera con la Chiesa senza esitazioni

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«Personalmente - ha aggiunto - non ho motivi di principio contro la regolazione dei diritti individuali delle coppie di fatto, secondo lo schema presentato al senato dal senatore Biondi. Invece voterò contro il disegno di legge presentato dal governo», ha concluso. «Io sto e rimango con i vescovi», ha commentato il senatore Sergio De Gregorio (Italia dei Valori). «Non mi sembra di aver visto nessun rogo nelle piazza romane. Siamo di fronte al solito attacco di clericofobia: come di consueto, le reazioni a sinistra sono scomposte e inopportune: nessuna ingerenza da parte dei vescovi italiani ma un utile contributo per una compiuta difesa e valorizzazione della famiglia», ha detto rincarando la dose Patrizia Paoletti Tangheroni - deputata di Forza Italia - intervenendo nel dibattito relativo alla nota Cei su famiglia e unioni civili. «La verità - ha detto Isabella Bertolini, vicepresidente deputati Fi - che i Dico mirano a distruggere la famiglia, aprendo l'anticamera ai matrimoni gay. I cattolici del centrosinistra fanno il gioco delle tre carte: dovrebbero evitare di nascondersi dietro a un dito». Dure le reazioni arrivate dalle fia di Alleanza Nazionale per bocca di Riccardo Pedrizzi, presidente nazionale della consulta etico-religiosa di An: «Le chiacchiere stanno a zero - ha commentato - i politici, sedicenti cattolici, che non si conformeranno alla Nota della Cei sulle iniziative legislative in materia di unioni di fatto, si porranno al di fuori e contro il magistero e la dottrina sociale della Chiesa, madre e maestra». Una nota che Maurizio Gasparri (An) ha definito «legittima», non senza dimenticare di lanciare una frecciata all'Unione accusandola, in poche parole, di «stare con due piedi in una scarpa». «Il riconoscimento e la tutela della famiglia prescindono dal credo politico e sono patrimonio di ogni cattolico, quale che sia lo schieramento a cui appartiene. La chiarezza con la quale la Cei ha espresso la naturale superiore posizione della Chiesa, deve essere da guida per tutti i cattolici impegnati nell'attività legislativa», ha commentato il presidente della Regione siciliana e vicesegretario nazionale dell'Udc, Salvatore Cuffaro. «La famiglia e i valori di cui essa è depositaria - ha aggiunto Cuffaro - non possono essere oggetto di trattative al ribasso e neanche possono diventare in nessun caso merce di scambio, pena l'imbarbarimento della nostra società. Riflettano i fautori di questa linea! Non si può svendere - ha continuato Cuffaro - la nostra storia di cattolici così come il contenuto della nostra Costituzione, frutto in questa materia, del riconoscimento autenticamente laico anche da parte delle altre anime culturali del nostro Paese. Se mai dubbi ci fossero stati, adesso la nota pastorale della Cei li ha fugati tutti - conclude il vicesegretario Udc - I cattolici italiani, impegnati in politica non possono e non devono disconoscere non solo la propria identità culturale e religiosa, ma quella della stragrande maggioranza degli italiani». «Finora sono state le famiglie, specialmente quelle monoreddito con figli, a essere rimaste vittime di fallacci da espulsione da parte del Governo, meritando così un bel cartellino rosso - ha dichiarato il capogruppo Udc alla Camera Luca Volonté, che ha aggiunto - un basta con i deliri anticattolici. Qualcuno ci deve spiegare se sui temi etici esiste il copyright, con il quale poter tappare la bocca a chi, secondo qualcuno, non sarebbe "legittimato" a esprimere liberamente la propria opinione».

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