Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Berlusconi torna in Italia: «Decisive le amministrative, se Ds e Dl perdono voti lo mollano»

default_image

  • a
  • a
  • a

Poi Silvio Berlusconi tornerà a dedicarsi ai suoi piani di riscossa. Due i progetti in cantiere. Il primo, noto, è la federazione dei partiti del centrodestra che già a gennaio entrerà nella fase operativa. Del secondo, invece, il leader di Forza Italia ne ha parlato ai suoi prima della partenza per l'Ohio. Riguarda le elezioni amministrative di primavera. Tornata elettorale che, mai come in passato, preoccupa il Cavaliere. Vuole vincere. Confermare i sindaci uscenti e strapparne di nuovi al centrosinistra. Un chiodo fisso. L'ex presidente del Consiglio ha smesso di sperare nella buona novella del Senato, dove la mini-maggioranza dell'Unione ha dimostrato, a prezzo di salti mortali, di tenere in maniera dignitosa. Non è da Palazzo Madama, secondo il capo dell'opposizione, che arriveranno i problemi per Romano Prodi. Né dal riconteggio delle schede, per i quali si attendono tempi biblici. Deve essere il Paese a sfiduciare il governo. «Se nel voto di primavera l'Unione arretrerà - ha spiegato ieri al telefono con un deputato di Forza Italia - Ds e Margherita si renderanno che Prodi fa perdere loro voti e lo molleranno». Insomma la spallata arriverà con le amministrative. Berlusconi ci lavorerà personalmente. Non da subito però. Al momento l'istruttoria in materia di elezioni locali è stata affidata a un tavolo di dirigenti di partito. Sono Denis Verdini, Aldo Brancher e Cosimo Ventucci di Forza Italia; Maurizio Gasparri e Giovanni Collino di Alleanza nazionale; Roberto Calderoli della Lega Nord. Anche l'Udc alla fine ha deciso di partecipare al tavolo con una sua delegazione. Ciò nonostante la forte criticità di Pier Ferdinando Casini e Lorenzo Cesa verso la leadership berlusconiana e la coalizione di centrodestra. Gli ambasciatori centristi sono Michele Tucci e Armando Dionisi. I «saggi» del voto amministrativo, nella formazione così descritta, si riuniranno dopo le festività per esaminare i casi critici. Quelli cioè su cui non c'è accordo tra i dirigenti locali dei partiti della Cdl. Il panorama è alquanto eterogeneo. In alcune città si è già deciso. In altre si punta sul sindaco uscente. In altre ancora il centrodestra è ancora in alto mare. «Il criterio - spiega Maurizio Gasparri di An - è quello di essere uniti. Mettere al bando egoismi e posizioni particolari. Va scelto sempre e in ogni caso il candidato vincente. Questa deve essere la regola se vogliamo mantenere vivo lo spirito del 2 dicembre e dare un'altra bastonata al governo». A Verona, però, la manifestazione di San Giovanni è già un vago ricordo. E i partner della Casa delle Libertà si stanno accapigliando da settimane per la scelta del sindaco. Tant'è che la città scaligera è già diventata un caso nazionale. Qui i candidati alla carica di primo cittadino sono quattro. L'Udc spinge per Alfredo Meocci, ex direttore generale della Rai. Forza Italia punta su Pieralfonso Fratta Pasini. La Lega Nord su Flavio Tosi e Alleanza nazionale su Massimo Giorgetti. Mettersi d'accordo è dura. In città qualcuno ipotizza il ricorso alle primarie. A meno che non sia Silvio Berlusconi in persona a intervenire per incoronare uno dei quattro. La partita di Monza, altro caso complesso, si è risolta nelle ultime ore. L'ha spuntata il candidato di Umberto Bossi, Marco Mariani. A Lucca ha avuto la meglio Mauro Favilla, già sindaco democristiano della città negli anni Settanta, ora in Forza italia Un punto interrogativo rimane affianco alle caselle di Genova (città che la Cdl già dà per persa), Belluno, Pavia, L'Aquila. Altrove si ripunterà probabilmente sui sindaci uscenti. È il caso di Vincenzo Zaccheo (An) a Latina, di Diego Cammarata (Fi) a Palermo, di Beppe Scopelliti (An) a Reggio Calabria. Lecce dice addio al sindaco Adriana Poli Bortone. Raggiunto il limite dei due mandati, l'ex ministro dell'Agricoltura ha già risolto il problema della successione. A fare la staffetta non un uomo o una donna del suo partito, ma il vicesindaco Paolo Perrone di Forza Italia. Questa, si diceva, la fase istruttoria.

Dai blog