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L'analisi

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La Santa Sede è una risorsa per il nostro Paese

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È un ragionamento alto ed esigente quello del Papa che trova una risposta, quasi sorprendente, nelle parole di Napolitano: «Avvertiamo come esigenza pressante ed essenziale il richiamo a quel fondamento etico della politica, che fa tutt'uno col patrimonio della civiltà occidentale». A completare il quadro, le espressioni pronunciate dal segretario di Stato vaticano Tarcisio Bertone sul carattere "speciale" della visita. Al Papa, osserva Bertone, si guarda come al «Padre comune non solo dei credenti, ma di tutti, perché tutti sono creature di Dio. Anche chi non condivide la fede cristiana, guarda al Papa come al portavoce delle supreme istanze morali, ne ascolta i richiami al rispetto della dignità dell'uomo, alla promozione della pace e dello sviluppo e alla collaborazione sincera fra popoli, religioni e culture». La Santa Sede è, dunque, una risorsa per l'Italia ed è la presenza del Vicario di Cristo a Roma a spingere il nostro Paese verso orizzonti universali. È arduo dire se dopo questa visita il Tevere è diventato più largo o più stretto, secondo la famosa definizione di Spadolini. In gioco ci sono anche elementi personali. A confronto, il punto di vista del teologo Ratzinger, sensibile ai temi della laicità e paladino di un uso nobile e pieno della ragione, e quello del Presidente, che sente l'emozione e la gravità di un laico chiamato a rappresentare un Paese in larga misura cattolico. La vita italiana, spiega, è impastata della vita della Chiesa. La politica non può fare a meno di idee e di idealità, di valori, dunque non può fare a meno del cristianesimo. Da qui l'appello a «rasserenare il clima dei rapporti politici e istituzionali», a ricercare «soluzioni valide, ponderate, non partigiane per gli stessi complessi problemi del sostegno della famiglia, della tutela della vita, della libertà dell'educazione, che suscitano l'attenzione e le preoccupazioni della Chiesa e del suo Pastore».

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