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Con il nuovo direttore al centrosinistra più spazi di Telekabul: il 70% dell'informazione

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Appena Gianni Riotta è arrivato al Tg1, il principale telegionale nazionale ha davvero cambiato pelle. Altro che Telekabul, è scivolato ancora più a sinistra del telegionale della terza rete, considerato il più a sinistra della flotta Rai. Certo, diciamolo subito: il nuovo direttore, che ha sostituito Clemente Mimun, è in carica da poco tempo. Da quasi un mese alla tolda dell'ammiraglia dell'informazione del servizio pubblico. E i dati dell'Osservatorio di Pavia si riferiscono alle prime due settimane. È poco, dunque, per esprimere un giudizio se si considera che anche la commissione di vigilanza Rai prende ad esempio un arco di tempo di tre mesi. Ma è vero che quei primi quattordici giorni attestano una tendenza. Tra l'altro molto marcata. Certificano il sorpasso a sinistra in curva ai danni del tg più schierato di casa Rai. A luglio e a settembre-ottobre, due periodi analoghi, i dati sono evidenti. All'inizio dell'estate, il Tg era ancora guidato da Mimun, a governo e maggioranza è assegnato il 62.9% degli spazi contro il 57.3 del Tg2 e il 60.1 del Tg3. Ma si tratta solo di una settimana, perché nei sette giorni successivi il primo Tg torna in media: 62.1 a esecutivo e Unione contro il 60.7 del giornale diretto da Mauro Mazza e il 64.9 di quello diretto da Antonio Di Bella. Dal 15 al 21 il Tg1 assegna a Prodi e ministri e alla maggioranza il 66.3% degli spazi, il secondo il 68, il terzo addirittura il 73.1. La situazione non muta a settembre, quando pure di nuovo il giornale ancora in mano a Mimun scavalca a sinistra quello che un tempo veniva chiamato Telekabul per il suo essere apertamente schierato. Accade tra il 9 e il 15 settembre: il Tg1 dedica al centrosinistra il 60.5% degli spazi contro il 51.6 del Due e il 58.4 del Tre. Ma la settimana successiva tutto torna nella norma (Uno 66.4%, Due 59.9%, Tre 68.3%). E qui finisce di fatto l'era Mimun. Dal 23 settembre al 6 ottobre sono le prime due settimane (quasi del tutto) piene di Riotta. E in tutte e due le settimane il Tg1 è nettamente schierato a sinistra: alla maggioranza e a premier e ministri viene concesso uno spazio di quattro-cinque punti superiore a quello che assegna al centrosinistra il Tg di Di Bella. Succede così che dal 23 al 29 settembre il telegiornale del primo canale dedica a governo e Unione il 60.2% dell'informazione mentre il Tg3 «solo» il 55.3 (il Tg2 il 54.2%). La settimana successiva, settimana in cui viene varata la Finanziaria, Riotta, dà al centrosinistra il 70.2% del suo tg contro il 66.5 del tg di Rai Tre e il 64.2 di quello di Rai Due. Insomma, per due settimane consecutive la testata del neo direttore è più schierata di quella del terzo canale Rai: e questo è un fenomeno nuovo. Si tratta inoltre di cifre molto alte anche nel raffronto pre-elettorale. A Berlusconi non erano stati assegnati tutti questi minuti. A gennaio Cdl ed esecutivo, sempre al Tg1, avevano il 46.9% degli spazi, a febbraio il 53.9, a marzo il 55.7, ad aprile il 43.9. A maggio nasce il governo Prodi al quale (assieme all'Unione) il 54.5%, a giugno il 60. Da luglio in poi il minimo è stato il 56.4% citato fino alla vetta massima del 70%. E nonostante ciò il premier si lamenta pure di essere maltrattato dai media. Nei suoi confronti al Tg1 più che una regola di giornalismo all'americana, tanto cara all'attuale direttore, sembra ispirarsi all'informazione da maggioranza bulgara di novecentesca e triste memoria.

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