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Berlusconi a Campobasso per le regionali di novembre: «Vogliono uno stato di Polizia»

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Finanziaria, test elettorale, conflitto d'interessi, rapporti all'interno della CdL e democrazia, i temi su cui si è soffermato il leader di Forza Italia nella giornata campobassana iniziata nella prima mattinata con la visita all'ospedale Cardarelli e alla «Cattolica», proseguita, poi, con incontri istituzionali in Prefettura, con i dirigenti di partito e terminata in serata con un comizio pubblico acclamatissimo e di grande partecipazione popolare. «Le elezioni regionali in Molise - ha sottolineato il Cavaliere - non avranno soltanto un valore locale ma saranno un test e un segnale fortissimo per tutto il Paese. Ci sono voglia e certezza di vincere e tutto questo costituirà un banco di prova e un obiettivo che si spalmerà su tutto il territorio nazionale; un momento in cui gli elettori, tra l'altro, dovranno scegliere tra l'Italia delle libertà e l'Italia delle tasse». E Berlusconi ha eliminato ogni equivoco sulla tornata elettorale che nei giorni scorsi ha vissuto momenti di forte tensione per le incomprensioni tra Forza Italia e l'Udc: «Ci presentiamo a queste elezioni in maniera compatta, abbiamo superato momenti di difficoltà nel dialogo per fatti prettamente localistici». Non è mancato il gioco: il leader azzurro ha invitato la folla a rispondere a gran voce «sì» o «no» a domande come «verrà da voi elettori molisani, il primo segnale contro il governo della sinistra massimalista in Italia?». E «volete mettere il Molise nella mani di una sinistra che dimostra ogni giorno di più la sua incapacità di governare?». Poi ha parlato di democrazia e libertà: «In Italia ancora esiste una sinistra che non è pienamente democratica perché non ha compiuto il viaggio dal comunismo alla democrazia». Mentre sul risultato elettorale e i brogli aveva detto poco prima di cominciare il comizio: «Riteniamo che la sinistra, che ha pareggiato lo scontro elettorale, e vorrei ricordare la certezza dei brogli che ci sono stati, non sia legittimamente maggioranza in Parlamento. Nonostante il paese sia risultato diviso a metà, hanno messo con arroganza le mani su tutte le istituzioni». Poi annuncia che Forza Italia aderirà al Ppe: «In ottomila comuni italiani stanno nascendo i Circoli della libertà che vogliono essere espressione del Partito Popolare europeo. Quel grande progetto al quale Forza Italia sarà lieta di aderire perché è un partito della libertà». Dito puntato ovviamente sulla Finanziaria e sulla tassa di successione: «Hanno contraddetto se stessi, l'hanno trasformata nella tassa del morto. Ora cercano di fare marcia indietro cercando di recuperare sui tagli agli enti locali. Per cambiare la Finanziaria dovremo lavorare in Parlamento e soprattutto al Senato con gli emendamenti che potrebbero limitare i danni perché questa manovra e il pacchetto Bersani-Visco aprono la via fiscale al regime. In questo modo il cittadino potrà essere controllato e lo Stato diventerà uno Stato di polizia». E rincara: «In cinque anni di Governo non ho prodotto una sola legge che aumentasse la pressione fiscale. Questo Governo, invece, con solo due provvedimenti ha prodotto 67 nuove tasse e aumenti. Tutto ciò spiega come avevo sempre detto e anticipato che l'attuale Governo si è incamminato su un politica ideologica tesa a colpire il ceto medio. Le mie previsioni sono state superate dai diktat della estrema sinistra ai quali i Democratici di sinistra e la Margherita non possono opporsi perché in questo caso non ci sarebbe più la maggioranza». Berlusconi non abbandona l'ipotesi di scendere in piazza e di unirsi alle categorie e alle professioni «È una possibilità che non abbiamo mai dichiarato apertamente. La nostra battaglia, ripeto, la condurremo nelle sedi istituzionali ma rimane evidente che ci uniremo a quelle persone, professionisti e appartenenti alle varie categorie, che si sentono particolarmente colpite da questa ma

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