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Torna la tassa sulle donazioni. Ma Prodi non la pagherà

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Anche se il Governo ha provato a «mascherarle» non introducendo nuovi tributi ma facendo gravare sugli atti di liberalità le tasse di registro e quelle ipotecarie e catastali. Così da oggi chi erediterà dal padre un patrimonio in titoli o in denaro contante di 200 mila euro dovrà pagare almeno 4 mila euro di imposte. Batosta anche sulla casa, perfino nel caso di abitazione principale del defunto (336 euro di imposte fisse se il valore dell'immobile è inferiore a 250 mila euro, per importi superiori si paga l'aliquota del 3%). Discorso analogo per le donazioni. Tant'è che appena è circolata la voce sulla stangata, gli studi notarili sono stati presi d'assalto: una valanga di atti sono stati firmati dai clienti per schivare la mannaia del Fisco. Chi invece ha risolto i suoi problemi con largo anticipo è il presidente del consiglio dei ministri, Romano Prodi. Che già da tempo ha sistemato le pratiche notarili per regalare ai figli 870 mila euro risparmiando più di 23 mila euro (tanto avrebbe dovuto pagare con la legge Finanziaria appena varata). Tutto questo grazie al governo Berlusconi, che aveva eliminato le imposte sulle donazioni e sulle successioni. La notizia della donazione ai figli fatta da Prodi, apparsa su un quotidiano locale nei mesi scorsi, ha subito suscitato polemiche. Tanto da costringere il Professore e la moglie Flavia a replicare con una lettera inviata allo stesso giornale. «Nella tradizione di trasparenza della nostra famiglia e nella consapevolezza della rilevanza dei ruoli pubblici ricoperti, ci sentiamo in dovere di fornire ai cittadini ogni informazione che essi richiedano sul nostro stato patrimoniale»: si conclude così la missiva inviata al direttore della testata che aveva richiesto all'ufficio stampa del leader dell'Unione notizie sulle modalità di acquisto delle case dei figli, Giorgio e Antonio. «Avendo avuto la gioia di vederli "metter su famiglia", li abbiamo aiutati a "metter su casa" - hanno scritto i coniugi Prodi - Secondo quanto prevede la legge, abbiamo quindi proceduto a stipulare il 16 maggio 2003 un atto notarile presso il notaio Dottor Carlo Vico (repertorio n. 94916 fascicolo n. 21915) per la donazione di una somma in denaro di complessivi euro 870.000, suddivisi in relazione al valore degli immobili da loro acquistati e alla composizione dei mutui sottoscritti. Tale somma è il frutto della vendita di un immobile posseduto da anni e dei nostri risparmi». Tutto regolare, quindi, dal punto di vista legale. Un po' meno se si guarda la vicenda dal lato del buon gusto, soprattutto adesso che tanti cittadini italiani dovranno mettere pesantemente mano al portafoglio per aiutare i propri figli «a mettere su casa». «Prodi predica male e razzola malissimo - è l'accusa del vicepresidente dei deputati di Forza Italia, Isabella Bertolini - per il Professore e l'Unione le leggi valgono solo per gli altri: i cittadini devono pagare, lui no. Romano Prodi ha fatto una donazione ai figli da 870 mila euro, un miliardo e seicento milioni delle vecchie lire. Liberissimo di farlo, ma grazie ad una legge voluta dal premier Berlusconi, non ha pagato un euro di tasse. Ora che la questione è risolta - conclude la Bertolini - Prodi può rimettere le imposte su successioni e donazioni per stangare gli Italiani. Tutto ciò è scandaloso».

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