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Misure alternative

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Nella Capitale solo un obolo turisticoAllo studio l'introduzione della tassa di soggiorno. Frutterebbe 30 milioni

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Le misure già adottate in termini di controllo sul traffico e di limite all'inquinamento atmosferico, attraverso l'istituzione delle zone a traffico limitato rappresentano, al momento, l'unica soluzione possibile. C'è allo studio però un altro modo per «fare cassa», o quantomeno rientrare delle enomri spese legate ai flussi turistici, ovvero reintrodurre la «tassa di soggiorno». A rilanciare un'idea che, a dire il vero, aleggia in Campidoglio da circa due anni, l'assessore al Bilancio, Marco Causi. Si tratterebbe di far pagare ai turisti un euro a notte per stella alberghiera. Pochi spiccioli per chi decide di visitare la Città eterna ma che frutterebbero alle casse comunali circa 30 milioni di euro all'anno. E tutto questo senza creare ulteriori disagi ad una viabilità già complessa. Lo studio effettuato appunto due anni fa, prevede inoltre l'esenzione totale per il cosiddetto «turismo sociale», ostelli della gioventù e anziani sarebbero così esentanti dal balzello turistico. I proventi verrebbero destinati a tutti gli interventi di conservazione, pulizia e decoro urbano del centro storico, compresa la manutenzione dei luoghi a forte attrazione turistica. Al momento, tuttavia, si tratta solo di speranze. I comuni, infatti, non hanno la facoltà di istituire nuove tasse. «Per questo - ha sostenuto Causi - chiediamo al Governo di prevedere nella Finanziaria una norma che dia la facoltà ai Comuni di istituire il contributo di soggiorno, non un obbligo sia chiaro, quanto piuttosto la possibilità per ogni Comune di decidere se usufruire o meno del contributo, stabilirne le modalità e definire la destinazione dei proventi».

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