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Farmacisti di nuovo in sciopero

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Il risultato è che le farmacie private italiane chiuderanno di nuovo domani, 26 luglio, come già annunciato venerdì scorso dall'assemblea Federfarma. Sulla serrata però pende il monito della Commissione di Garanzia sullo sciopero nei servizi pubblici essenziali, che in una sua nota ha annunciato come la chiusura è «irregolare per il mancato rispetto del termine del preavviso». Giornata difficile ieri dopo le mancate trattative e, oggi, sulla testa del ministro allo Sviluppo Economico continuano a cadere pillole-macigni lanciate dai farmacisti italiani. «È stata una farsa - afferma Franco Caprino, segretario nazionale di Federfarma - Infatti, il sottosegretario ha immediatamente comunicato di non aver alcun mandato a trattare sulla questione nodale all'ordine del giorno dell'incontro, cioè sulle modalità di vendita dei medicinali senza ricetta fuori dalla farmacia. È offensivo dare un appuntamento ai rappresentanti sindacali di una categoria per dire che, contrariamente a quanto sostenuto pubblicamente dal ministro Bersani, non c'è il minimo spazio per una trattativa». «Il vero obiettivo del decreto è quello di permettere la creazione di vere e proprie farmacie all'interno di pochi ipermercati, modello IperCoop - continua Caprino - Questi ipermercati non vogliono condividere il nuovo business della vendita di farmaci con altri esercizi commerciali, quali supermercati di quartiere o autogrill autostradali che, se non fossero obbligati ad assumere uno staff di farmacisti che non si possono permettere, potrebbero facilitare realmente l'accesso ai medicinali di automedicazione, anche colmando così l'unica vera lacuna del servizio farmaceutico italiano: l'assenza di farmaci sulle autostrade». «Abbiamo solo perso tempo - rincara Giorgio Siri, presidente di Federfarma - Peggio di così non poteva andare. Alla delegazione di rappresentanti da tutta Italia il ministero ha semplicemente detto: il decreto è così e non si tocca. Non è neppure mancata qualche minaccia per il futuro della professione». Il riferimento è al farmacista-commesso degli ipermercati, servo delle esigenze di vendita dei grandi punti di vendita, senza conoscenza a tutto tondo dei clienti-pazienti. Rottura quindi. «Per il 26 oltre alla chiusura delle farmacie - comunica Federfarma - è stato indetto un sit-in di protesta a piazza Barberini a Roma, seguito da un'Assemblea nazionale straordinaria per programmare altre iniziative contro il decreto Bersani». Contro lo sciopero per l'irregolarità rilevata dalla Commissione Garanzia, si schiera il Codacons. «Ci auguriamo che i farmacisti rinsaviscano e facciano un passo indietro - afferma Carlo Rienzi, presidente Codacons - Se ciò non avverrà, chiederemo formalmente una multa di 10 mila euro in capo a ciascuna farmacia che il 26 abbasserà le serrande e una sanzione di 1 milione di euro per Federfarma». Assofarm, la Federazione delle farmacie comunali, ribadisce che gli esercizi ad essa associati rimarranno regolarmente aperti.

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