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Casini: il Cav non è il mio avversario

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Il botta e risposta serrato tra Berlusconi e Casini e la strategia dell'Udc volta a scardinare la Casa delle Libertà rimettendo in gioco gli equilibri interni al centrodestra, sono tutti segnali che la questione è aperta ed è destinata a tenere banco per i prossimi mesi. Ieri Casini, pressato dai giornalisti che gli chiedevano se Silvio Berlusconi resterà il leader della Casa delle Libertà, ha glissato ma il suo silenzio parla chiaro. «È una domanda - si è limitato a dire - alla quale non voglio rispondere per non alimentare polemiche». Il che significa che il ruolo di Berlusconi non è più un fatto indiscusso. Poi il numero uno dell'Udc ribadisce che la sua intenzione non è di polemizzare con l'ex premier. «Fa bene Berlusconi a rimanere in campo: lo deve ai suoi elettori e al popolo del centro-destra. Per quanto mi riguarda l'avversario politico è Prodi e il centro-sinistra». Quanto allo stato dei rapporti con il Cavaliere, Casini ribadisce che «con Berlusconi c'è un rapporto di stima reciproca e di collaborazione nell'organizzazione dell'opposizione che deve essere efficace e efficiente: a tal proposito è necessario sollecitare tutti i parlamentari ad una maggiore presenza in Parlamento. L'assenteismo è incompatibile con la necessità di rispondere degnamente alle attese dei nostri elettori». Quanto alle polemiche sul futuro del centrodestra Casini sottolinea: «Nessuno scandalo e nessuna polemica. Ci sono solo idee diverse sul futuro del centro-destra. D'altro canto - aggiunge - è quanto capita in Francia oggi tra Chirac e Sarkozy ed è capitato ieri tra Kohl e Angela Merkel. È fisiologico che si discuta». Ma se Casini si mantiene diplomatico ci pensa il segretario dell'Udc Lorenzo Cesa a parlare chiaro. «La Casa delle libertà non esiste più. Ci sono solo i partiti che di volta in volta si ritrovano su determinati argomenti. Berlusconi è fuoriluogo. Non si può parlare adesso di leadership perchè il tema non esiste». «Nel momento in cui abbiamo approvato - ha continuato Cesa - una legge proporzionale in cui ogni partito ha la sua autonomia, diventa fuoriluogo parlare di chi fa il leader. Le elezioni sono lontane: quando ci sarà l'esigenza di sceglierlo lo faremo. Adesso, ci sono Udc, Alleanza nazionale, Lega e Forza italia. E il Cavaliere è il leader di Forza Italia». Dichiarazioni che fanno intendere come per l'Udc la spallata al centrosinistra non sia una priorità. Anzi in questo momento il tempo gioca a favore di Casini. Tra cinque anni Berlusconi potrebbe non avere più l'età per guidare ancora la Cdl.

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