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Ciampi: «Da lunedì tornerò a casa mia»

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Dopodichè salirò in macchina e me andrò a casa. Ho già traslocato le mie poche cose. Non ho archivi da trasportare. Ho consegnato tutte le carte ai funzionari della presidenza della Repubblica: decideranno loro cosa tenere riservato e cosa rendere pubblico. Io carte segrete non ne ho mai avute». Carlo Azeglio Ciampi, descrive così l'ormai imminente passaggio delle consegne con il suo successore. Il presidente confessa la voglia di tornare alla vita di prima, da cittadino prestato alla politica che rientra nei ranghi. «Finalmente a fine settimana tornerò nella mia abitazione di via Anapo. Potrò andare di nuovo al mare a Santa Severa. Naturalmente farò il senatore a vita. Ma ora, soprattutto, vorrei un po' riposare». Non rimpiangerà la tenuta di Castelporziano? «Non facciamo paragoni. Castelporziano è unico. Ma anche la mia casa di Santa Severa è molto bella: soprattutto perchè l'ho fatta costruire io», ride di gusto. Il presidente appare tranquillo, rilassato, alla mano. Accompagna i giornalisti sulla terrazza del suo studio di lavoro alla Palazzina, che si apre sugli splendidi giardini del Quirinale e, indicando lo stretto camminatoio che si apre alla destra, sotto una parete di gelsomini, dice: «In questi sette anni, nelle belle giornate, ho preso l'abitudine di uscire qui ogni paio d'ore, e fare su e giù parecchie volte per sgranchirmi le gambe». Rivela un segreto: ha appena rinnovato la patente di guida, categoria C (quella per i camion) conseguita nel '43, quand'era sottotenente degli autieri.

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