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Lazio ultima spiaggia di FI

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La maratona sulle candidature è cominciata ieri sera e proseguirà oggi e domani con Bondi e Cicchitto. Numerosi i nodi da sciogliere. Si calcola che la mattanza colpirà complessivamente circa il 30% dei parlamentari uscenti. Ieri è tornata a circolare l'ipotesi di una candidatura di Gianni Letta che però l'interessato continua a smentire. Ma quello che si profila è che il Lazio diventerà la stanza di compensazione dei problemi di Lombardia e Puglia. Ovvero potrebbe accogliere i paracadutati dalle liste di queste due regioni. Il Lazio quindi rischia di diventare per alcuni parlamentari un po' come l'ultima spiaggia. Questo a svantaggio delle candidature più deboli del Lazio. A farne le spese potrebbero essere le new entry e in particolare le donne. Beatrice Lorenzin ha una posizione solida ma per Melanja De Nichelo Rizzoli si profila un punto interrogativo. Lo stesso vale per gli altri due potenziali nuovi ingressi Giorgio Simeoni e Giulio Marini che in caso di travasi dalla Lombardia o dalla Puglia dovrebbero farsi da parte. In Lombardia compare il nome della prima moglie di Paolo Berlusconi: Mariella Bocciardo. In bilico quindi nel Lazio Maria Burani Procaccini. Altri candidati a rischio nel Lazio sono Mario Pepe e Mario Masini (Lazio 1) e Benito Savo nel Lazio2 che dovrebbero fare spazio a chi trasmigra da altre regioni. Ma in che modo il Lazio subirà a cascata la sorte di Lombardia e Puglia? Ancora insoluto è il nodo Formigoni. Lo scontro con la Lega ha messo il governatore della Lombardia in una posizione delicata. Berlusconi non intende creare tensioni con il Carroccio ma neppure scontentare Formigoni. Il premier incontrerà il presidente della regione nel fine settimana ma questo da La7 gli ha lanciato una sorta di monito. «Se alla mia proposta di candidatura al Senato Berlusconi mi dicesse di no, non passerei dall'altra parte ma il premier mi deve dare una spiegazione convincente. Senza una convinzione convincente è chiaro che le cose non potrebbero rimanere tali e quali». Quanto al veto posto dalla Lega, Formigoni sottolinea che «è un'ipotesi inesistente» che la decisione di Berlusconi possa essere condizionata dal Carroccio. Il presidente lombardo non ha precisato se in caso di elezione al Senato darà le dimissioni dalla regione. Poi ha delineato un altro scenario. «Se vinciamo il mio contributo potrebbe essere quello di ministro. Se Berlusconi andasse al Quirinale allora discuteremo». «Ma se perdiamo siamo sicuri che la Cdl rimarrebbe tale?» In Lombardia Forza Italia anche se dovesse confermare il dato delle ultime regionali vedrebbe scendere i parlamentari da 43 a 23. Ecco quindi che Fabrizio Cicchitto potrebbe essere paracadutato nel Lazio o candidato in più regioni. Ci sono poi Paolo Guzzanti, Lino Jannuzzi e il leader radicale Della Vedova, che dovrebbero essere collocati in Lombardia restringendo ancora di più i posti in questa regione. Ma questo posizionamento non è ben visto dagli azzurri lombardi e quindi chissà che non vengano catapultati nel Lazio. C'è poi Ombretta Colli che reclama un seggio sicuro in Lombardia e vanno piazzate Stefania Craxi e Chiara Moroni. Critica anche la situazione in Puglia dove i parlamentari scenderebbero da 15 a 12. L'ex governatore Raffaele Fitto vorrebbe piazzare alcuni suoi fedelissimi a cominciare dal coordinatore provinciale di Bari, Antonio Distaso. Ergo a cascata i meno sponsorizzati dovrebbero essere piazzati in altre regioni o uscire. Gli azzurri pugliesi hanno fatto muro contro le candidature di Gabriella Carlucci e di Angelo Sanza che quindi potrebbero essere piazzati in altre regioni e s'è profilata pure l'ipotesi del Lazio.

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