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Addio Alberto da Giussano, tocca a Federico II

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La nuova strana coppia della politica italiana Calderoli-Lombardo fanno di tutto per far dimenticare differenze e lontane recriminazioni. «Noi non siamo mai stati antimeridionalisti», grida convinto il Ministro delle riforme. «Il futuro dell'Italia è in una grande sinergia tra Nord e Sud», incalza il presidente della Provincia di Catania. Chissà come risponderanno gli elettori. Per ora non si sa quale sarà il simbolo di questa nuova «unione». Sul tema leghisti e autonomisti discutono ancora, ognuno con le sue ragioni politiche. Lombardo vuole che sia chiaro che si tratta di una formazione politica nuova e quindi chiede nome e simbolo inediti, la Lega difende la sua storia e la sua identità. Per ora circolano solo ipotesi. Il nome potrebbe essere «Lega per l'Autonomia» con al centro insieme al mitico condottiero lombardo Alberto da Giussano, il gabbiano, ovvero il logo tradizionale del movimento di Lombardo. In alternativa ci potrebbe essere una bicicletta con le due ruote riempite dei simboli dei due partiti (Giussano e gabbiano). Magari con un po' di audacia potrebbero optare per una simbologia davvero evocativa dei due mondi che si incontrano. E allora, accanto ad Alberto da Giussano potrebbe andare, per esempio, Federico di Svevia, il sempreamato imperatore medievale che modernizzò il Meridione. O in alternativa il diletto Ferdinando di Borbone per ricordare la gloriosa autonomia del Sud. Magari Giuseppe Garibaldi, che dovrebbe mettere d'accordo tutti. Oppure per essere ancora più diretti e popolari potrebbero affidarsi a coppola e stella alpina. O magari all'amata cornamusa della tradizione leghista-celtica accanto allo scacciapensieri, lo strumento musicale che racchiude tutti gli umori e le atmosfere del sud. O ancora: ponte di Messina (l'opera simbolo del nuovo Sud secondo Lombardo) e Campanile di Venezia (il luogo più amato, da venerare e addirittura da assaltare per ribadire la volontà di autonomia). Un simbolo alla fine si troverà. Per ora c'è il programma. Lombardo e Calderoli l'hanno presentato ieri chiedendo a tutte le forze locali e civiche che vogliono rappresentare il loro territorio di aderire. In difesa della famiglia, delle radici cristiane d'Europa, Calderoli cita Don Sturzo e il suo federalismo meridionalista, promette a Lombardo che insieme al governo con la Cdl si faranno le grandi opere senza però l'assistenzialismo. Lombardo ringrazia e rilanci ma appare cauto. Si capisce che dopo il corteggiamento con la sinistra (D'Alema andò al congresso del Movimento a dicembre), la scelta di andare con la Lega è dettata soprattutto dalla necessità. L'obiettivo del momento è superare gli sbarramenti della legge elettorale e mandare una rappresentanza in Parlamento (quelli della Lega dicono che insieme stanno tra il 6 e l'8%). Per il futuro si vedrà.

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