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Forza Italia, scoppia il caso-Prestigiacomo

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Il partito vorrebbe scaricarla. «È un'esibizionista» e vicina a An. Ma via della Scrofa non la vuole

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Tanto più che un nome come il suo continua a fare presa all'esterno. E qui sta il punto che il ministro delle Pari Opportunità, Stefania Prestigiacomo, raccoglie maggiori consensi tra gli elettori di quanti non ne abbia a via dell'Umiltà. Da ministro «con la lacrima facile» a Giovanna d'Arco delle quote rosa, la Prestigiacomo nello scorcio di legislatura ha fatto parlare di sé, ma le critiche alla fine hanno superato di gran lunga gli elogi in Forza Italia. «Cosa aspettarsi? È un partito maschilista» commenta una deputata che, a rischio di rielezione. chiede l'anonimato. «Con l'aria che tira i primi a essere sacrificati nella lotta ai collegi sono proprio le donne». Alla vigilia della decisione sulle candidature nella Cdl è scoppiato il caso-Prestigiacomo. Berlusconi continua a trattarla con gentilezza ma tra i suoi più stretti collaboratori c'è chi insinua che è più per galanteria che per apprezzamento. Ciò che viene rimproverato ala Prestigiacomo è di essere «una esibizionista», dicono nel corridoio del Transatlantico. È l'allusione alla questione delle quote rosa ma soprattutto all'episodio in cui il ministro, in uno sbocco di rabbia, dopo il voto sulle quote rosa quando nell'aula di Montecitorio c'era stata la diaspora dei deputati di Forza Italia, si era avvicinata a un gruppo di parlamentari di Alleanza Nazionale. «Io sto meglio con voi, altro che con quelli di Forza Italia». Una frase subito rimbalzata a Palazzo Grazioli e che non deve aver fatto piacere al Cavaliere. Ma già in un agitato consiglio dei ministri in cui era stato rilanciato il tema delle quote rosa, a difendere il ministro si erano spesi solo quelli di An: Fini, Storace a Alemanno. Il che ha fatto scoppiare a piangere la Prestigiacomo subito però ammonita dal Cavaliere a non fare la bambina. Ma il caso-Prestigiacomo non è solo una questione di antipatia, ci sono anche dei calcoli elettorali che hanno spinto numerosi esponenti di FI a fare terra bruciata attorno al ministro. In Sicilia il partito è in difficoltà sicché se si liberasse una casella sarebbe tanto di guadagnato. Per questo la frase rivolta a An è parsa a molti in FI come un lieto presagio. Ma dentro Alleanza l'ipotesi di un arrivo del biondo ministro non è visto bene. Il fatto che la Prestigiacomo sia riuscita a convincere Gianfranco Fini a sostenere alcune sue campagne anche molto spinose e che non erano del tutto in linea con la posizione tradizionale del partito di via della Scrofa, è difficile da digerire per i colonnelli di An. L'arrivo della Prestigiacomo potrebbe rivoluzionare gli equilibri e spostare l'asse politico. Non è andata giù l'uscita del tutto a sorpresa fatta da Fini sulla fecondazione assistita in assoluta sintonia con il ministro delle Pari Opportunità ma spiazzando tutto il partito. Tant'è che a suo tempo c'è chi parlò di un asse Fini-Prestigiacomo rinsaldato dalla questione delle quote rosa. Peraltro tra il Cav e il ministro non c'è gran feeling. Per diversi giorni all'indomani del voto della Cdl contro la rappresentanza femminile in Parlamento, la Prestigiacomo si aggirava in Transatlantico, indignata, con il testo di uno degli infelici commenti di Berlusconi: «Non è stato mica contro le signore ma semplicimente un voto di legittima difesa» disse con una battuta, aggiungendo: «A noi piacciono moltissimo le signore, soprattutto le belle signore, in Parlamento». Altro strappo quello sulla legge 194. «Cominciamo a dare gratis i preservativi» se ne esce a dicembre mettendo in subbuglio FI. Eppure nonostante esista un caso Prestigiacomo difficilmente il ministro salterà il fosso passando nelle file di Alleanza Nazionale. Lei ha grande visibilità e Berlusconi non può permettersi scossoni a due mesi dal voto.

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