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Bonus bebè il tetto a 45mila euro

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e con un tetto di reddito per usufruirne fino a 45.000 euro annui. Potrebbe essere questa la principale novità del maximendamento che sarà completato soltanto stamattina e verrà distribuito ai ministri nel pomeriggio. Domani, andrà in consiglio dei ministri per il via libera definitivo. L'ok da parte del governo è slittato infatti di 24 ore. La riunione dell'esecutivo è stata rinviata a domani anche perché il ministro dell'Economia è dovuto rimanere per l'intero pomeriggio, per impegni vari, a Milano e ha partecipato a un lungo incontro con il leader della Lega, Umberto Bossi. Tuttavia, stando al lavoro realizzato dai tecnici di via XX settembre, il bonus bebè di mille euro - già previsto nel testo della manovra per i figli nati o adottati nel 2005 e per i secondi figli nati o adottati nel 2006 - dovrebbe essere esteso anche ai primogeniti che vedranno la luce il prossimo anno. Per poter beneficiare dell'assegno, però, è stato fissato un tetto di reddito familiare pari a 45.000 euro l'anno, oltre il quale il bonus non sarà erogato. Per dimostrare di rientrare in quella soglia, il governo sembra intenzionato a basarsi sull'autocertificazione. Solo dopo l'erogazione ci si potrà basare su successive verifiche. Ancora in discussione il concordato fiscale per gli enti locali. A quanto si apprende da ambienti della maggioranza, la misura, potrebbe entrare in finanziaria e portare un gettito di tre miliardi in tre anni. La pianificazione fiscale o concordato preventivo consiste, in pratica, nella possibilità per le imprese alle quali si applicano gli studi di settore, di concordare preventivamente con il fisco le imposte da pagare per un triennio. Il meccanismo coniuga le esigenze erariali di certezza del gettito, in un periodo di tempo corrispondente alla pianificazione triennale del bilancio dello Stato, con la possibilità per le aziende ed i professionisti interessati dalla particolare misura di attuare una più corretta forma di tax planning e, in questo modo, l'inserimento nel proprio budget previsionale di un valore certo. Il concordato preventivo avviene sulla base di una proposta dell'amministrazione finanziaria fatta sulla base degli studi di settore rivalutati per conseguire il maggior gettito preventivato. Al contribuente che aderisce alla proposta viene garantita l'esclusione dagli accertamenti da parte degli uffici finanziari e una maggiore semplificazione della contabilità. Il vantaggio per il fisco è quello di ottenere un incremento del gettito in maniera concordata. Ciò determina anche la possibilità di rivolgere maggiore attenzione ai contribuenti che scelgono di non aderire al concordato.

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