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IL presidente americano Bush che avrebbe detto di temere la sinistra al governo, l'aumento dell'età pensionabile, ...

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La campagna elettorale è appena iniziata ma già l'elenco degli autogol di Berlusconi è lungo, come sostengono all'interno della maggioranza. Da entrambi gli schieramenti c'è la convinzione che la possibilità di spostare i consensi degli indecisi si gioca tutta sulle gaffes, sui passi falsi che non si riusciranno a evitare, più che sui buoni propositi e le promesse. La dichiarazione che Bush sarebbe preoccupato della vittoria del centrosinistra ha quasi provocato un incidente diplomatico. Il premier è corso ai ripari correggendo la rotta e sottolineando che gli Stati Uniti non interferiscono nella vita politica italiana. Ma il guaio era stato fatto. Tant'è che il presidente della Camera Pier Ferdinando Casini si è sentito in dovere di prendere le distanze e di ammonirlo a non usare le trasferte estere per fare campagna elettorale, di non fare spot oltre frontiera. Ma la vera buccia di bana su cui il presidente del Consiglio è scivolato è quella delle pensioni. Non c'è tornata elettorale in cui, in modo del tutto incauto, non venga ritirato fuori il nodo previdenziale. Sono passi falsi che in campagna elettorale possono costare cari. Sicchè parlare di aumentare l'età pensionabile, come ha fatto il premier, non può non gettare il panico tra chi è vicino al pensionamento. In passato quando non c'erano le cosiddette finestre di uscita obbligate, dichiarazioni di questo genere seminavano il panico provocando subito fughe in massa dal lavoro. Ora questo non è più possibile ma resta l'effetto sfiducia che può condizionare il voto. Tant'è che sia il ministro del Welfare Roberto Maroni che il vicepremier Gianfranco Fini sono subito corsi ai ripari con un chiaro altolà al premier. Ma la lista delle gaffes continua. Che dire infatti del caso-kamikaze? Berlusconi possibile bersaglio di un kamikaze non è di sicuro un incentivo per allargare la partecipazione alle manifestazioni di piazza con cui Forza Italia in campagna elettorale vorrebbe coinvolgere più gente possibile. Se il premier è sotto minaccia di qualche terrorista non sarebbe più sicuro intervenire alle uscite pubbliche del presidente. Questa è una perplessità della quale alcuni deputati di Forza Italia di recente parlavano nel Transatlantico di Montecitorio. Dentro la maggioranza ci si interroga anche se l'approvazione della legge ex Cirielli possa avere delle ripercussioni elettorali. L'incontro con il presidente della Repubblica Ciampi e la richiesta del Quirinale di apportare delle modifiche non è stato un buon viatico. Tant'è che l'opposizione non si è lasciata sfuggire l'occasione per rinfocolare la polemica e insistere che la legge è stata fatta per tutelare imputati eccellenti. La sinistra ha anche cavalcato a suo vantaggio, l'assenza di Berlusconi a Bolzano per la manifestazione di chiusura della campagna elettorale. Per Prodi il premier non voleva diventare «il padrino di una sconfitta». Tant'è che anche questa volta è dovuto intervenire Fini per mettere la sordina alle polemiche smentendo che l'assenza sia stata determinata da motivi di sicurezza. Ad alto rischio per l'impatto sull'elettorato è anche la legge elettorale su cui la sinistra ha montato una campagna denigratoria definendola una riforma a uso e consumo della Cdl che così vuole recuperare le distanze dall'opposizione. L.D.P.

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