Forza Italia pensa a ritocchi alla legge elettorale An vuole vederci chiaro, l'Udc è perplessa LA CDL ...
Ieri mattina il premier Silvio Berlusconi ha incontrato gli sherpa del suo partito sull'argomento, ha dato il proprio ok al testo di riforma messo a punto dall'azzurro Donato Bruno e ha fissato una riunione di maggioranza per sondare la disponibilità dei partiti della coalizione al restiyling del Mattarellum che chiede da tempo. Un incontro di capigruppo e tecnici della riforma con, tra gli altri, Stefano Graziano e Luca Volontè per l'Udc, Ignazio La Russa e Vincenzo Nespoli per An, Fabrizio Cicchitto e Donato Bruno per Forza Italia e Pietro Fontanini e Luciano Dussin della Lega. Incontro immediatamente slittato a domani mattina per dare ai partiti il tempo di studiare approfonditamente le modifiche volute dagli azzurri (in particolare l'abolizione dello scorporo e l'aumento, fino a 8, del numero dei contrassegni delle forze politiche) e contenute nel «testo Bruno» che è all'esame della commissione Affari Costituzionali della Camera. «Il vertice di giovedì - è l'appello di Vincenzo Nespoli, "saggio" di An della legge elettorale - deve essere ultimativo: l'Udc ci deve dire se è disponibile a fare la riforma, altrimenti si accantona tutto». I centristi di Follini, in effetti, sono da sempre i più tiepidi sulla riforma e, anche in commissione, hanno presentato numerosi emendamenti al testo-Bruno, alcuni dei quali chiedono l'aumento della quota proporzionale dal 25 al 50%. Non è un mistero, in effetti, che, per il partito di via Due Macelli, la stella polare della riforma debba essere proprio la proporzionale.
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