«Ho taciuto perché non volevo dividere il Paese»
Ho taciuto per non dividere il paese su un problema di coscienza e non voglio fare commenti neppure ora, dopo che gli elettori hanno dimostrato anche stavolta di saper giudicare in maniera indipendente. L'Italia ha bisogno di unità ed è inutile far finire sempre tutto in politica». Il premier Silvio Berlusconi interviene così con un commento sull'esito del referendum. Francesco Giro, Consigliere politico di Sandro Bondi e Responsabile nazionale per i rapporti con il mondo cattolico, ha detto che «in base ai risultati definitivi sull'affluenza alle urne, l'astensione attiva ha raggiunto il 50% ed è maggioranza nel paese, contro un 25% che si è recato a votare e un altro 25% di astensione fisiologica di coloro che non votano mai». «Un risultato inatteso - ha sottolineato Giro - che ci sprona ad una lunga pausa di riflessione prima di tornare a parlare di nuove modifiche parlamentari della legge 40». «Un risultato positivo, di buon senso, moderato. Non era e non è uno scontro tra civiltà» commenta il segretario dell'Udc Marco Follini. A chi gli domanda se il risultato referendario possa aprire uno scontro politico nella Cdl e in Alleanza nazionale, Follini risponde: «Non è il giorno dei coltelli. È il giorno, per chi ha sempre sostenuto le sue posizioni, di grande soddisfazione». Il leader dell'Udc «condivide» infine chi considera il risultato una grande sconfitta dei sostenitori del sì. «Non soltanto i promotori del referendum sono stati sconfitti, ma hanno anche registrato un pesante fallimento» ha detto il Presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni.
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