«Imprenditori, abbiate fiducia: voglio il 51%»
Berlusconi alla carica «avvisa» Prodi: «Mi sto rompendo». E ricorda: «Ho mantenuto gli impegni»
Come già ai commercianti una settimana fa a Cernobbio, anche agli imprenditori di Confindustria Silvio Berlusconi ha rivolto ieri a Milano questo invito: abbiate fiducia, perché «questo governo è il vostro governo». E la scossa verrà. Basterà «lasciare più soldi da spendere nelle tasche dei cittadini» Con un discorso di oltre un'ora, evitando i toni da comizio elettorale, il presidente del Consiglio ha ribadito che il governo taglierà le tasse, eliminerà i privilegi, non colpirà gli incentivi alle imprese, «tanto meno quelle del Sud». Perché, come già fece Reagan, come già ha fatto Bush in America, «questa è l'unica ricetta per una politica liberale»: «Rilanciare i consumi lasciando più soldi nelle tasche dei cittadini». Come? Semplice: con meno tasse, meno regole, più ottimismo. Questo il discorso fatto oggi dal premier alla platea di Confindustria, presenti in sala dal presidente uscente Antonio D'Amato al presidente entrante, Luca di Montezemolo, da Giuseppe Morchio a Cesare Romiti. A loro Berlusconi ha promesso l'impegno a portare le linee generali della riforma già nel prossimo Dpef, e a eliminare l'Irap per chi fa ricerca, una tassa «anomala e ingiusta». «Questo governo ha lavorato sodo, e ha mantenuto tutte le promesse fatte». Non è vero, come aveva lamentato nel suo intervento D'Amato, che le riforme non siano state affrontate. Anzi. «L'elenco delle cose fatte è infinito, e le cose da fare sono chiare», ha affermato Berlusconi. E, come già a Cernobbio, è tornato ad elencare i tanti provvedimenti varati: Tremonti bis, falso in bilancio, riduzione irpeg, tassa successione, condono e scudo fiscale, grandi opere, legge obiettivo, eccetera... «Antonio caro, condivido quanto dici al 99%. Quell'1% su cui non sono d'accordo riguarda i risultati già ottenuti da questo governo», ha poi detto rivolgendosi direttamente a D'Amato, secondo il quale «molte delle promesse fatte restano cose da fare». «E comunque - ha aggiunto il premier - sono molto puntiglioso: non c'è uno solo degli impegni assunti che non ho mantenuto». Comunque, sappiano gli imprenditori, sappiano gli italiani tutti che «se entro fine legislatura non realizzassi questo programma, non mi ripresenterò». È giusto però che da parte di Confindustria si sia obiettivi e si riconosca che il Governo ha lavorato in presenza di una congiuntura difficile. Difficile sul piano internazionale, e difficile anche sul piano interno (visto che «dalle sinistre abbiamo ereditato un deficit pubblico spaventoso»). Ma ora che l'economia verrà rilanciata con un deciso taglio delle imposte, l'Italia tornerà a vincere «come il Milan, che vince e diverte». Nè è giusto sostenere che il taglio delle tasse riguarderà solo i più ricchi. La semplificazione delle aliquote «riguarderà tutti, solo una percentuale limitatissima della popolazione pagherà il 33%». Scusi presidente - gli hanno chiesto i giornalisti - ma il taglio delle tasse non potrebbe provocare lo sforamento del deficit oltre la soglia del 3%? «Assolutamente no», ha risposto Berlusconi, e comunque «bisogna invertire Maastricht, il patto deve fondarsi prima sullo sviluppo e la crescita, poi sulla stabilità. È tempo di ammettere che con Maastricht i governi nazionali hanno una scarsissima capacità di manovra». Lo dimostrano Francia, Germania, da ieri anche l'Olanda. E parte anche una pesante battuta all'indirizzo di Prodi che aveva detto di seguire da vicino la situazioen dei conti pubblici italiani: «Non mi interessa quello che dice Prodi, l'unico avviso che c'è è quello di un "rompimento" da parte mia». Quanto ai dissensi interni al Governo, non c'è da preoccuparsi perché lì ci pensa «la pazienza di Silvio». «Però è anche per questo che dico agli italiani: date il 51% a Silvio Berlusconi. Io con me stesso non ho mai litigato». In conclusione, comunque, alla base della ripresa, alla base di ogni possibile ricetta, è fondamentale che il Paese ritrovi ottimismo, «che si torni a respirare un clima di fiducia». Questo non può venire dall'oppo
Dai blog
L'estate di Anna Tatangelo e Welo: "Per noi è come una rinascita"
Eterno pioniere del jazz: cento volte Miles Davis
Ultimo annuncia il nuovo album: così lancia il concerto dei record