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di FOSCA BINCHER UN CONDONO EPOCALE, più che tombale.

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Quello per l'Unità di Massimo D'Alema, di Walter Veltroni, di Giuseppe Caldarola. Un condono storico che riguarda tutta la vita dell'Unità nell'ultima epoca di possesso diretto del partito democratico della sinistra. Ad avere aderito infatti alla legge 289/2002 come quasi tutte le società partecipate ora dai Democratici di sinistra è stata anche l'Arca, società editrice dell'Unità ormai in liquidazione. Il suo compito è quello di gestire con varie transazioni fino alla possibilità di cancellare la società dal registro delle imprese, l'enorme mole di debito e perdite causate dalle disavventure editoriali del pci/pds. Il 30 aprile 2003 l'assemblea dell'Arca, guidata dal liquidatore Alessandro Matteuzzi e dall'azionista di maggioranza, Ugo Sposetti, tesoriere dei Ds, ha ratificato l'adesione completa al tombale di Tremonti. Così la relazione sulla gestione rileva «altresì che con i provvedimenti legislativi emanati con legge n° 289 del 27/12/2002, la società provvederà a regolarizzare le sanzioni ex art.9 bis dovute all'erario per i ritardati versamenti Irpef, sostituti di imposta, relativi agli anni 1996,1997,1998,1999». Ma non basta. In altro capitolo della relazione di accompagnamento del bilancio si aggiunge: «In merito alle sanzioni tributarie derivanti dai tardivi pagamenti Irpef e sostituti d'imposta ante-liquidazione, la Società è ancora in attesa di ricevere gli Avvisi di accertamento e relativo pagamento da parte dell'Amministrazione finanziaria. Tale debito è stato stimato in circa 39 mila euro. Alla luce della legge 289 del 27/12/2002 e alla possibilità ivi prevista ex art. 9 bis di sanare tramite apposito concordato i ritardati versamenti, si procederà alla relativa adesione e al pagamento estintivo entro i termini di legge previsti». Due pagine dopo, stessa formula, ma altri debiti tributari da farsi condonare. Questa volta la valutazione del peccatuccio fiscale è meno grave: 23 mila euro. Ma nella storia dell'Unità l'ultimo pensiero, di fronte ai creditori che si presentavano alla porta ogni giorno, era quello del fisco. Così in un terzo capitolo, «Pendenze verso l'Erario», la relazione di bilancio dell'Arca avvisa: «tramite visura presso l'anagrafe tributaria sono emersi diversi ruoli pendenti mai notificati alla società. Stante il merito si è provveduto documentalmente ad ottenerne, in parte, i relativi sgravi, in ogni caso se dovuti si procederà alla definizione dei carichi dei ruoli pregressi ex art.12 legge 289/2002 tramite il pagamento del 25% della somma iscritta». Con tutte queste pendenze tributarie, il bilancio 2002 dell'Arca si è trasformato nell'ennesima mazzata sulle finanze già dissestate dei Democratici di sinistra: la perdita complessiva finale è stata di 12.243.810 euro, «dovuta da interessi passivi, da perdite per incremento fondo rischi controversie legali in corso,svalutazioni partecipazioni, dalla perdita su transazione Uem di 8,9 milioni di euro e in piccola parte alle spese di gestione». In queste condizioni non è rimasta altra scelta agli amministratori che aderire all'odiato condono di Tremonti. Come ha fatto d'altra parte tutto l'Ulivo.

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