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An chiede più poteri per Fini e i «suoi»

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In un dossier riservato di sei pagine (e pubblicato ieri da Il Tempo), An ha preparato le soluzioni per la verifica. La preferita dal vicepremier è quella di creare una sorta di ministero dello Sviluppo del quale lui stesso vorrebbe assumere la direzione. L'istituendo dicastero nascerebbe togliendo a Tremonti (e a Miccichè) le politiche di coesione e a Marzano (e a Galati) gli incentivi alle imprese, fondendo le due competenze con il dipartimento Affari Economici di Palazzo Chigi. In questo modo al leader di An spetterebbe la programmazione e il coordinamento dell'azione economica. La soluzione incontra forti resistenze nell'alta burocrazia. Ma c'è anche un'altra ipotesi sul tappeto. Ed è quella che prevederebbe lo scorporo dalle Attività produttive del Commercio estero che attualmente è una delega del viceministro Adolfo Urso (sempre An). Il progetto prevede poi l'istituzione del ministero del Commercio Estero scomparso con la riforma Bassanini e il varo del governo Berlusconi. In questo modo Urso verrebbe promosso ministro. Altra soluzione ancora è quella che prevede il trasferimento della delega sull'agroindustria, ora nelle mani di Marzano, al ministero delle Politiche Agricole guidato da Gianni Alemanno (anche lui An). Il dicastero di via XX settembre, inoltre, otterebbe anche alcune competenze in materia di controlli sanitari, al momento in capo al ministero della Salute presieduto da Girolamo Sirchia (tecnico, anche lui tra i possibili «rimpastati»). La battaglia insomma è solo all'inizio. Nel mirino non c'è soltanto Marzano, ma anche i ministri tecnici. Oltre a Sirchia anche Lucio Stanca che si occupa di Innovazione tecnologoca.

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