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Venerdì e sabato (forse) il varo della nuova «Carta dell'Europa»

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In effetti la Conferenza intergovernativa è arrivata a quelle che in molti auspicano siano le battute finali con alcuni nodi molto importanti ancora aperti. Nodi che saranno lasciati ai capi di stato e di governo, mentre oggi pomeriggio, nell'ultima sessione della Conferenza intergovernativa prima del Consiglio europeo i ministri degli Esteri discuteranno di difesa e di questioni di bilancio. Due temi non semplici. Dopo l'accordo sulle cooperazioni rafforzate raggiunto in materia di difesa al conclave a Napoli, si tratterà di ascoltare le perplessità dei paesi neutrali dell'Ue; e, in materia di bilancio, resta la discussione sulle proposte dette «dell'Ecofin», volte a ridurre i poteri del Parlamento Europeo, che ha già duramente protestato. Ma è chiaro che l'occhio è rivolto già ai grandi nodi irrisolti, che spingono le cancellerie europee a toni diversi, divisi tra pessimismo a invece un certo ottimismo. «In quindici anni di vertici europei - commentava un diplomatico di un importante paese Ue - non ho mai avuto una sensazione peggiore». Qualche giorno fa anche il ministro degli Esteri tedesco Joschka Fischer non aveva fatto mistero del suo pessimismo, minacciando uno sviluppo dell'Europa verso un «nocciolo duro» anche fuori dalle istituzione europee. Altri invece, e tra questi anche ovviamente la stessa presidenza italiana, mostrano ottimismo: «Tutti sono ben consci che in gioco è la sopravvivenza stessa dell'Ue», dichiarava un diplomatico di un paese di media grandezza. L'occhio rivolto anzitutto ai due governi che sembrano avere in mano le sorti della Cig: quelli di Spagna e Polonia, che finora non hanno rinunciato a insistere sul mantenimento del Trattato di Nizza sul computo delle maggioranze (il cosiddetto voto ponderato). È proprio qui il bandolo della matassa, il tema su cui si registrano le massime tensioni, con fronti chiari: da una parte soprattutto la Germania, massima fautrice della doppia maggioranza (60% della popolazione e 50% degli stati) voluta dalla bozza di Costituzione, e invece Madrid e Varsavia, gelose custodi dei privilegi strappati a Nizza tre anni fa. Come fa notare Berlino, con quel trattato, sommate Spagna e Polonia hanno la stessa popolazione della sola Germania (80 milioni di abitanti), ma quasi il doppio dei voti (54 contro 29). «La doppia maggioranza - ha commentato il ministro degli Esteri Franco Frattini - è quella che meglio garantisce gli stati come i diritti democratici di rappresentanza dei popoli». Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha annunciato di avere avere «diverse soluzioni in tasca, ci sono tante possibilità». L'ipotesi più probabile di accordo è quella di elevare la soglia della popolazione dall'attuale 60% previsto dalla bozza di costituzione. È la soluzione preferita dai capigruppo del Parlamento europeo, che venerdì hanno presentato una proposta in tal senso, ipotizzando di portare la cifra al 66%.

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