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Il leader di An in Israele, una marcia lunga 10 anni

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Una tappa importante nel cammino iniziato a Fiuggi. Previsti incontri con i principali esponenti politici

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Ad annunciarlo è stato ieri il portavoce dell'ambasciata d'Israele a Roma, Ofer Bavly. «Gli elementi principali della visita in Israele di Fini - ha precisato Bavly - includeranno la deposizione di una corona allo Yad Vashem (Istituto per la memoria dei Martiri e degli Eroi dell'Olocausto), incontri con il presidente dello Stato, Moshe Katsav, il primo ministro Ariel Sharon, il vice premier, Ehud Olmert, il ministro degli Esteri, Silvan Shalom, e il capo dell'opposizione, Shimon Peres». Il viaggio di Gianfranco Fini in Israele non sarà solo la visita a Gerusalemme del vice presidente del Consiglio dell'Italia, uno dei Paesi più amici dello Stato di Israele. O anche la missione diplomatica di un esponente importante della presidenza di turno dell'Ue. Sarà soprattutto una tappa decisiva nel percorso iniziato da Fini con la svolta di Fiuggi, un coronamento della lunga marcia di avvicinamento della destra italiana al mondo ebraico, iniziata dieci anni fa, le cui tappe non sono state nè poche nè indolori. Lo stato maggiore di Alleanza nazionale ha subito rimarcato il significato storico della visita. «È il coronamento di una legittimazione già avvenuta nei confronti di Fini» afferma il coordinatore Ignazio La Russa. Per il ministro delle Comunicazioni, Maurizio Gasparri, «la visita di Gianfranco Fini in Israele deve essere motivo di orgoglio per l'Italia». «È induscutibile che si tratti di una tappa importante nel percorso di An» è il giudizio di Franco Anedda, capogruppo di An alla Camera. Anche il presidente della Camera di deputati, Pier Ferdinando Casini, giudica «importante» la visita in Israele del vice presidente del Consiglio. Il viaggio del vice premier ha ricevuto la benedizione della comunità ebraica, anche se nessuno si sbilancia troppo. Per il rabbino capo di Roma, Riccardo Di Segni, l'ufficializzazione della visita di Fini «è l'evoluzione di un percorso necessario e opportuno». «Mi pare una visita istituzionale» è il commento del presidente dell'Unione delle Comunità ebraiche italiane, Amos Luzzatto. Il rabbino Elio Toaff, già capo della comunità ebraica italiana, prima di giudicare aspetta di vedere quali saranno gli esisti della missione. Per l'ex presidente delle Comunità ebraiche in Italia, Tullia Zevi, «tutto è secondo copione». Interpellato sul muro di Gerusalemme, Fini ha ieri dichiarato: «I muri non piacciono a nessuno, neanche a me, ma negare che sia stato concepito come autodifesa è negare la verità». Riguardo al suo viaggio in Israele, che secondo quanto scritto dal «Financial Times» non sarebbe visto con favore in Europa, Fini ha detto: «I giornali scrivono tutto quello che ritengono e meno male che lo fanno, ma l'Ue non è certo il "Financial Times"».

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