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Volontè: Bossi eviti di farsi male da solo. An conferma la richiesta di una verifica a gennaio

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Dure reazioni all'accusa del Senatur, per il quale l'asse An-Udc è un «tribunale fallimentare che vuole impedire le riforme» Tra Lega e centristi è polemica infinita

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L'accusa che l'asse An-Udc sia un «tribunale fallimentare romano» che vuole «impedire le riforme» e risuscitare «la politica del debito pubblico» suscita indignazione fra gli alleati. Il primo a scendere in campo è il capogruppo dell'Udc alla Camera, Luca Volontè, che cerca di metterla sul ridere. «Le parole ribadite dal leader della Lega incarnano bene la logica di Tafazzi (personaggio cabarettistico famoso per il farsi male da solo, ndr)». Secondo Volontè, «è incomprensibile proseguire sulla strada che, da un lato, sparge l'infamante accusa di complotti alleati e, dall'altra, interpreta le decisioni come assoluta e totale discrezionalità di un solo ministro a scapito della collegialità degli alleati e dell'intero governo». «Questo "tafazzismo" - prosegue Volontè - ha portato a litigare con tutta la società civile italiana, oltre che a sfibrare la coalizione e lasciare tutto l'elettorato sconcertato e demotivato». «Qualcuno - aggiunge il capogruppo dell'Udc alla Camera - suggerisce l'idea di un'Europa bolscevica che ha tutte le colpe della crisi economica che stiamo vivendo. Altri affermano che la coalizione soffre per colpa di Udc e An». «Ritengo - conclude l'esponente centrista - che i "tafazzisti" dovrebbero darsi una seria calmata per il bene dell'intera coalizione e di tutto il Paese». Parato il colpo, Alleanza nazionale conferma la sua richiesta di una verifica di governo a gennaio, anche dopo gli appelli di Silvio Berlusconi e i nuovi attacchi del leader della Lega, Umberto Bossi. «Non so fino a che punto - commenta il portavoce di An, Mario Landolfi - convenga a Tremonti assumere Bossi come proprio portavoce. Anche le affermazioni da Capitan Fracassa del leader leghista di sabato dimostra quello che stiamo dicendo da tempo: la necessità, una volta terminato il semestre europeo e concluso l'iter parlamentare della Finanziaria, di fare il tagliando alla coalizione partendo dal programma e guardando anche agli assetti del governo». Ottimista il ministro per il Rapporti con il Parlamento, Carlo Giovanardi, per il quale le tensioni all'interno della maggioranza non impediranno di trovare accordi. «Credo - afferma - che si arriverà in settimana ad affrontare serenamente gli impegni parlamentari che la Casa delle Libertà ha davanti: il decretone, la Finanziaria, la riforma costituzionale, la delega per il mercato del lavoro. Abbiamo trovato accordi su tutte le questioni importanti e determinanti, continueremo a trovarli». Da parte sua, il vice presidente della Camera, Alfredo Biondi, esorta Berlusconi «a riunire al più presto i parlamentari della Casa delle Libertà e a dire loro, chiaro e tondo, che i giochini al rialzo di questo e di quel leader dei partiti della coalizione in cerca di evidenza di ruoli e di apporti non piacciono agli elettori e danneggiano gli eletti». Ma la Lega non demorde. Per i militanti della Lega Nord Piemont, riuniti ieri con assemblee in tutto il Piemonte, la mancata attuazione delle riforme sarebbe un «tradimento elettorale inaccettabile». «Per i nostri militanti - spiega il segretario nazionale, Roberto Cota - non si può cambiare la maggioranza in corso d'opera. La maggioranza è questa perché si è impegnata su un preciso programma. Non si possono cercare altre maggioranze trasversali. Anche questo sarebbe considerato un tradimento nei confronti degli elettori». St. Mor.

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