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C'è anche l'Italia che produce

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Come controprotesta la vigilia dello sciopero dedicata al lavoro

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Con queste parole Antonio Mazzocchi, responsabile nazionale di An per le Pmi, annuncia la giornata organizzata a Roma il 23 ottobre (il giorno prima dello sciopero generale indetto da Cgil, Cisl e Uil), che riunirà lo stato maggiore della destra italiana, da Gianfranco Fini a Gianni Alemanno, Mario Baldassarri, Maurizio Gasparri e Adolfo Urso. Mazzocchi ha infatti promosso il convegno «Per dare voce all'Italia che produce» proprio perché, spiega, «nonostante la fase congiunturale negativa, quest'anno le Pmi in Italia hanno dato lavoro a 145 mila nuovi occupati, riassorbendo i 45 mila espulsi dalla grande industria, e rappresentando il 65% del Pil nazionale. È la conferma che il sistema delle Pmi continua a essere l'asse portante dello sviluppo economico nazionale». «Ma - avverte Mazzocchi - occorre superare gli ostacoli che si oppongono al naturale processo di crescita delle aziende». Dal settore, infatti, partono forti segnali d'allarme. «Oltre due milioni di Pmi italiane - avverte Mazzocchi - hanno crediti e debiti con la Pubblica Amministrazione. Per molte di loro, il ritardo con cui vengono saldati i primi, spesso impedisce la partecipazione alle gare o l'accesso a nuovi crediti». Per questo l'esponente di An ha presentato già alcune proposte concrete. «La prima - ricorda Mazzocchi - prevede la possibilità di effettuare un compenso fra i crediti maturati, ad esempio forniture e prestazioni, e i debiti, come i rimborsi Iva». «La seconda, invece - continua - riguarda l'intervento del Confidi (Consorzio di Garanzia Collettiva dei Fidi ndr) con fideiussioni per le aziende che non riescono a partecipare a nuove gare, per mancanza di liquidità». Per risolvere il problema dell'accesso al credito per le Pmi italiane, Antonio Mazzocchi, d'intesa col viceministro dell'Economia, Mario Baldassarri, sta preparando «la modifica all'articolo 24 della Finanziaria, quello che regola a livello nazionale gli appalti degli enti locali». «È importante - sottolinea il responsabile del dipartimento Pmi di An - che l'articolo sia emendato, in modo che le imprese possano partecipare agli appalti, con la supervisione della Consip (la società del ministero dell'Economia che gestisce l'e-procurement, ndr)». Secondo l'esponente di An, infatti, «alla Consip è giusto lasciare la gestione delle gare per l'«mministrazione centrale, mentre per quelle che riguardano il territorio, ad esempio le scuole, è più giusta la gestione locale, mantenendo la supervisione della società».

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