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POSITIVE LE REAZIONI DELLE PARTI SOCIALI

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Pensioni, FI porterà il confronto in fabbrica

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I parlamentari azzurri Roberto Rosso e Guido Crosetto hanno scritto una lettera a Cgil, Cisl e Uil per chiedere di poter andare nelle fabbriche italiane a spiegare ai lavoratori la riforma delle pensioni. Gli esponenti azzurri vorrebbero partire per questo confronto, annunciato in una conferenza stampa, proprio dai tre luoghi simbolo del lavoro in Italia: dallo stabilimento Mirafiori («alla cui porta 5 Enrico Berlinguer organizzò l'ultimo orgoglioso tentativo di indirizzo politico delle scelte aziendali»); dalla Sala di chiamata dei camalli al Porto di Genova («da cui partì il nucleo che con più consapevolezza decise di travolgere il governo Tambroni e una fase della politica nazionale»); dalla Pirelli Bicocca («da cui prese le mosse l'azione sindacale di Cofferati»). Immediata la replica dei sindacati. «Tutto quello che consente di avere democraticamente un confronto con chiunque è sempre benvenuto» ha detto il segretario della Cgil, Guglielmo Epifani, sottolineando però che «è la nostra voce che non riesce a trovare spazio nella grandi reti di comunicazione, a partire dalla Rai». «Vorremmo - ha auspicato il segretario della Cgil - avere almeno una parte dello spazio che viene riservato a chi ha un'opinione diversa dalla nostra. Ma la nostra opinione quando potrà essere conosciuta dai cittadini italiani?». Il numero due della Uil, Adriano Musi, ha detto che il sindacato è pronto a confrontarsi nelle fabbriche con i parlamentari di Forza Italia lle pensioni. Lo ha detto il numero due della Uil, Adriano Musi, intervenendo al Tg2, aggiungendo di sperare un analogo confronto con il presidente del Consiglio davanti al Paese. «Apprezziamo la disponibilità del segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani, e dal numero due della Uil, Adriano Musi, a partecipare al confronto con i parlamentari di Forza Italia sulla riforma delle pensioni» è stato il commento al sì dei sindacati da parte di Guido Crosetto, coordinatore regionale del Piemonte di FI, e Roberto Rosso. Intanto, ieri il ministro del Welfare, Roberto Maroni, ha detto che la legge delega «è già buona, ma siamo pronti ad accogliere tutte le proposte migliorative e a trattare, anche domani». «Il principio della parità di trattamento tra lavoratori pubblici e privati è già nella delega all'esame del Senato» ha aggiunto.

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