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DOPO settimane di empasse, con la delega Maroni ferma in attesa della verifica di maggioranza, il tema ...

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In arrivo c'è il documento di programmazione economica e finanziaria; seguirà la legge Finanziaria, il cui quarto capitolo (come dallo stesso «documento» messo a punto nel vertice di giovedì notte) dovrebbe prevedere norme di garanzia e protezione sociale «inclusa una riforma del sistema previdenziale volta a sostenere la famiglia e la sanità pubblica». Ecco allora, sul tema pensioni, quali sono i principali nodi ancora da sciogliere, sui quali si scontrano, oltre che le diverse posizioni all'interno della maggioranza, anche i rappresentanti dei sindacati e delle associazioni datoriali. Contributivo per tutti - La prima ipotesi ancora al vaglio delle forze di Governo è quella dell'estensione del cosiddetto sistema contributivo pro-rata a tutti i lavoratori, anche coloro che avevano più di 18 anni quando fu varata la riforma Dini. Secondo gli esperti ministeriali e di Palazzo Chigi in questo modo si accelererebbe l'andata a regime della riforma Dini stessa. Ma sul fronte 'disincentivì si lavora anche alla possibilità di introdurre un contributo di solidarietà sulle nuove pensioni di anzianità e sul ripristino del divieto di cumulo per chi va in pensione di anzianità. Blocco pensioni anticipate - Il governo sta esaminando anche l'ipotesi di procedere per decreto a bloccare, anche parzialmente e magari per 1 anno, le prossime finestre per l'andata in pensione di anzianità anticipata (lunedì scorso sono scaduti i termini per l'ultima uscita). Una misura, questa, che servirebbe a far cassa subito e che - secondo i calcoli degli esperti - produrrebbe risparmi per circa 2 miliardi di euro, una parte dei quali si trascinerebbe anche nel 2004. Il provvedimento potrebbe essere così adottato magari salvaguardando chi ha già raggiunto il massimo della contribuzione (40 anni) o coloro che sono stati incentivati a restare al lavoro dall'ultima Finanziaria con la possibilità di cumulo lavoro-pensione. Innalzamento età per quelle di anzianità — Il blocco delle «finestre» potrebbe essere un primo passo verso una misura che rimane comunque al vaglio dei tecnici: cioè l'innalzamento graduale da qui al 2008, da 57 a 60 anni, della soglia di età minima per le pensioni di anzianità. Lotta ai falsi invalidi — Il campanello d'allarme lo ha lanciato, nei giorni scorsi, lo stesso ministro del Welfare Roberto Maroni. Le pensioni di invalidità (solo l'Inps ha staccato più di 4.000 maxi assegni nel 2001 per importi superiori ai 5.000 euro mensili, cioè 10 milioni di vecchie lire) rappresentano una categoria rilevante di spesa superiore ai 10 miliardi di euro l'anno e dunque, ha detto Maroni, «occorre guardarci dentro», perché se ci sono degli abusi, «devono essere corretti». Contributo da pensioni d'oro — Per i più fortunati, coloro cioè che incassano assegni pesanti ogni mese (Maroni ha parlato di 10.000 euro), l'idea del responsabile del Welfare è un'altra ed è molto semplice: un contributo di solidarietà. Una proposta che Maroni ha fatto già nel 2001 e che allora venne bocciata. Secondo Maroni un provvedimento del genere non modificherebbe i diritti acquisiti, perché nell'ordinamento questa norma c'è già: il prelievo ex-post sulle pensioni.

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