Leggi il settimanale
Cerca
Edicola digitale
+

Quarta Repubblica, Daniele Nahun: "Il presidente Anpi si dovrebbe dimettere"

Luca De Lellis
  • a
  • a
  • a

La Liberazione dal nazifascimo è una di quelle poche cose che dovrebbe gemellare qualsiasi fazione. E invece in Italia, il 25 aprile è forse una delle feste nazionali più politicamente e civilmente polarizzanti da quando è stata istituita. Lapalissiano l'esempio di quest'anno, con i cortei di Roma e Milano che hanno visto un clima tutt'altro che pacifico tra gli schieramenti d'attualità: filopalestinesi e filoisraeliani. I gruppi Pro Pal a Milano hanno di fatto cacciato i membri della Brigata ebraica che sfilava con le bandiere israeliane, rivolgendo anche insulti come quelli denunciati dal piddino Emanuele Fiano: "Siete delle saponette mancate", riferimento macabro agli orrori dei lager nazisti. Daniele Nahun, consigliere comunale di Azione a Milano, si è espresso duramente sull'accaduto durante l'ultima puntata di Quarta Repubblica.

 

 

 

Interpellato dal conduttore Nicola Porro, Nahun ha condannato la condotta dell'Anpi (Associazione Nazionale Partigiani d'Italia), invocando le dimissioni del suo presidente Gianfranco Pagliarulo: "Se fossimo in un paese serio il presidente dell'Anpi dovrebbe dimettersi. Per la prima volta dal 1938 c'è stata la cacciata degli ebrei da una piazza". La matrice, secondo l'ospite, è chiara: "Queste sono squadracce fasciste, anche se di un altro colore, in questo caso rosso". E il dato più grave "è che non c'è stata una condanna generale" di questi fatti.

Ma perché se la prende con il presidente dell'Anpi Pagliarulo, esponente negli anni Settanta del Pci a Milano. Come riferito anche da Porro in trasmissione, il presidente della comunità ebraica meneghina Walker Meghnagi ha accusato l'Anpi di aver giocato un ruolo da regista rispettivamente a quanto accaduto alla manifestazione del 25 aprile: "Sono dietro tutto questo...". Parole che l'Anpi ha già fatto sapere di voler impugnare in tribunale, in quanto "false e denigratorie". Ulteriore segnale che la tensione internazionale provocata dal conflitto in Medio Oriente continua a riflettersi in un Paese profondamente spaccato sui temi geopolitici. Il tutto si concretizza nell'estremismo ideologico a cui assistiamo nelle piazze virtuali e reali.

Dai blog