Minetti, da Gruber graziano le toghe. Sparata di Montanari: "Meloni si dimetta"
È scontro sulla grazia per motivi umanitari concessa dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella a Nicole Minetti. Quanto emerso da un'inchiesta del Fatto sembra in aperto contrasto con lo spirito del provvedimento e dall'opposizione attaccano il ministro della Giustizia, Carlo Nordio. La premier Giorgia Meloni esclude "ad oggi ipotesi di dimissioni del ministro", e spiega che "questo procedimento non ha seguito in niente un iter diverso da quello che hanno seguito gli altri procedimenti e quindi è stato portato avanti nel rispetto della legge, nel rispetto della prassi". Quanto alle responsabilità del Guardasigilli, la presidente del Consiglio chiarisce che il lavoro di verifica dei presupposti per la concessione della grazia "non è un lavoro che fa il Ministero, che non ha strumenti per fare indagini, non ha la polizia giudiziaria, ma si avvale della magistratura".
Grazia a Minetti, l'ammissione della procura: "Diligenti, magari non perspicaci"
Nel corso della puntata di Otto e mezzo, su La7, il rettore dell'Università per stranieri di Siena Tomaso Montanari non prende neanche in considerazione le argomentazioni della premier. "Prima della conferenza stampa di Giorgia Meloni avrei detto che si doveva dimettere il ministro Nordio", afferma l'ospite di Lilli Gruber. "Ora dico che si dovrebbe dimettere Meloni, la Presidente del Consiglio. La Costituzione e la legge sono molto chiari, il Presidente della Repubblica è irresponsabile e per questo controfirma un ministro che si assume la responsabilità politica di dare credito all'istruttoria che viene fatta e di dare un parere. Poi il Presidente può dare la grazia anche se il parere è negativo, a questo caso il parere è positivo".
Grazia a Minetti, Meloni: "Il ministero non indaga, lo fa la magistratura"
Insomma, l'istruttoria è della procura generale, ma la "colpa" è di Nordio. "Se si scopre che dietro c'è un abisso. Allora la responsabilità è del governo", conclude Montanari. Che punta il dito non sulla procura o magari sul Quirinale, ma su Meloni: "Ha dimostrato per l'ennesima volta di non avere alcun tratto di leader, vorrebbe il premierato ma la prima cosa che doveva fare è dire che il governo si assume le sue responsabilità. Ma ha colto la palla al balzo per attaccare i suoi due grandi nemici, i magistrati e il Presidente Mattarella". Il prof di storia dell'arte, paladino della sinistra con le toppe ai gomiti, critica anche "lo staff della Presidenza della Repubblica che ha esposto Sergio Mattarella come persona e la Presidenza della Repubblica come istituzione a qualcosa a cui non dovevano essere esposti, perché l'ultima istituzione a cui gli italiani credono è stata messa duramente alla prova".
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