Meloni? "È suonata la campana". Euforia da Gruber: la sparata di Giannini
Euforia nello studio di Otto e mezzo su La7. Dalla sconfitta di Viktor Orban in Ungheria - dove ha vinto comunque la destra... - all'autogol di Donald Trump che attacca Papa Leone, "è suonata la campana" per la premier Giorgia Meloni... Nel corso della trasmissione condotta da Lilli Gruber, il giornalista Massimo Giannini mette in fila gli elementi che, a suo modo di vedere, segnano l'inizio del declino del governo di centrodestra. «Tutti gli autocrati e tutti i leader delle destre sovraniste, compresa Giorgia Meloni, hanno sempre fatto un uso blasfemo del divino», attacca elencando diversi esempi: «Se pensiamo a Vladimir Putin che fa benedire dal patriarca Kirill alla Chiesa del Cristo risorto i soldati che vanno in Ucraina, a Benjamin Netanyahu che va al muro del pianto e con i ministri ultramessianici fa la stessa operazione, paragonando Israele a Saul, fino ad arrivare ai nostri, agli italiani, Matteo Salvini che fa i comizi con il Vangelo e il Rosario in mano e Giorgia Meloni che dice, nel famoso comizio di Vox, sono madre, sono donna, sono italiana, sono cristiana». In questa miscellanea di citazioni l'editorialista di Repubblica si sofferma sul caso statunitense: «Adesso però siamo di fronte a un’uscita dello sceriffo di Washington che attacca a viso aperto il pontefice di Chicago, rappresentando anche plasticamente due Americhe non più conciliabili».
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Sulle ricadute politiche in Italia, ha osservato: «Giorgia Meloni entra ovviamente in difficoltà e conferma, secondo me, un processo che è ormai iniziato, evocando Raymond Chandler: il lungo addio». Ha poi aggiunto: «Sarà lento, doloroso, faticoso, ambiguo». Giannini ha proseguito collegando la situazione a un contesto più ampio: «Tra il referendum perso, nel quale, come sappiamo, ha scontato gli effetti di una guerra in Iran che hanno ricadute violente sui nostri portafogli, adesso la sconfitta di Orban, che è un altro segnale di un possibile cambiamento del vento, arriverà poi anche il midterm che forse segna un ulteriore declino di Trump e lei è dentro questo circuito».
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Infine, sulla linea politica della presidente del Consiglio, ha concluso: «Con una presa di posizione ancora una volta un po’ ambigua, sulla quale è dovuto tornare sopra perché non è mai netta con Trump, però comincia a dire qualche cosa che marca una distanza. Andrà avanti così per molti mesi ancora, ma ormai, ripeto, il lungo addio è iniziato. Non so se le basterà». Insomma, per il commentatore il destino - naturalmente nefasto per la premier - è segnato come "dimostrano" i segnali ungheresi e americani... Solo che poi a votare ci vanno gli italiani.
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