Roccaraso, Capezzone smonta i teoremi di Bubba: "Rappresentazione comica"
La polemica sulle gite di massa da Napoli e dalla Campania sulla neve di Roccaraso "ci racconta di un'Italia dalle possibilità evidentemente monche", dove c'è una prte della società "che è ancora desiderosa di vivere esperienze di socialità e collettività ma dove è vietato l'accesso", afferma la scrittrice e attivista Francesca Bubba nella puntata di domenica 2 febbraio di Zona Bianca, su rete4. E a chi le fa notare che questo turismo low cost mordi e fuggi alla fine danneggia il territorio, l’ospite di Giuseppe Brindisi risponde: "Tra 10mila persone ci saranno sempre 10 maleducati". E punta il dito contro Roccaraso che "non era attrezzata ad accogliere queste persone".
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Una posizione che sembra strumentale a una narrazione codificata, ribatte il direttore editoriale di Libero, Daniele Capezzone. "Perché la Bubba non mi convince? Lei tende a dividere sempre il mondo tra oppressori e oppressi, c'è sempre un oppressore in genere maschio e bianco, ma questa rappresentazione è comica", commenta il direttore. "Qui il problema non è che queste persone siano di Napoli, di Reggio Calabria, di Reggio Emilia o di Torino, possono essere povere o possono essere ricche, il punto è se tu sei un maleducato o no". Insomma, difendere a prescindere i gitanti campani e le scene viste in questi giorni - come i turisti che cercavano i bagni nelle case dei residenti - è tanto sbagliato quanto minimizzare le "cafonate" dei ricchi. "Lei puoi essere un ricco ed essere un grande cafone, e ne ho conosciuti tanti - conclude Capezzone - ma il fatto di avere minori possibilità non ti esenta dalla possibilità di essere altrettanto cafone, e io trovo che sia una grande cafonata andare a fare i propri bisogni a casa di altri" e "non utilizzare nemmeno le strutture, cioè non va bene".
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