
In Onda, Patuanelli attacca il M5S sullo Ius soli: "Lo trovo deprimente"

Stefano Patuanelli si schiera a favore dello Ius Soli e prende le distanze dal suo Movimento. Ospite di In Onda su La 7, interpellato da Marianna Aprile, il senatore grillino dice la sua sul diritto di cittadinanza da concedere a chiunque sia nato su territorio italiano e sconfessa le decisioni politiche portate finora avanti in Parlamento da Giuseppe Conte e i suoi. “Lo trovo deprimente, irragionevole, sia per lo Ius Culturae, ma mi spingo a dire anche per lo Ius Soli, che vede sicuramente il mio favore – esordisce il capogruppo del Movimento 5 Stelle in Senato – Non probabilmente di tutta la mia forza politica, neanche di tutta la sinistra e del centro-sinistra, però credo che da questo punto di vista non è che ci si possa sempre schiacciare su posizioni di partito”. Il messaggio di Patuanelli è chiaro e il suo affondo è pesantissimo: “Sarebbe sacrosanto che non si debba aspettare vent'anni per avere la cittadinanza italiana quando si è nati nel nostro Paese”.
#inonda Ius Soli, Stefano Patuanelli prende le distanze dal M5S: "Non ci si può sempre schiacciare su posizioni di partito…” https://t.co/TfLEC9vIQP
— La7 (@La7tv) August 12, 2024
Dopo aver ringraziato gli atleti italiani che hanno partecipato alle Olimpiadi, l’ex Ministro dello sviluppo economico si lascia andare anche a una polemica con il condirettore di Libero, Pietro Senaldi. “Non è la sinistra che cerca di prendersi la medaglia delle diverse persone, dei diversi atleti che hanno vinto le Olimpiadi – dice Patuanelli – È la destra che cerca di toglierle a qualcuno soltanto perché magari il colore della pelle è diversa”. “In che modo?", chiede Senaldi. Patuanelli ha la risposta pronta: “Con tante dichiarazioni di esponenti certamente di destra e non di sinistra". Poi il senatore ricorda il passato austriaco di Trieste e si lascia andare a una battuta. Ma anche Senaldi ha la risposta pronta e chiude la questione: “Vorrei ricordare ai triestini che c'è tutto il dramma degli istriani che la sinistra non considera italiani. Un triestino dovrebbe saperlo molto bene”.
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