Cambiare tutto per non cambiare niente, il gattopardismo del Pd emerge una volta per tutte nella dolorosa marcia di avvicinamento verso il congresso che dovrà decidere il nuovo segretario. In campo le candidature di Stefano Bonaccini, Elly Schlein, Paola De Micheli... Ma secondo molti alla fine si riduce tutto a una guerra delle solite correnti del partito. L'ex ministro della Salute Roberto Speranza, ospite di Giovanni Floris a DiMartedì, su La7, afferma che "la politica non è venire in televisione e raccontare le cose punto e basta. Questo congresso è un congresso aperto: chi vuole si candida".
Elly Schlein, "chi c'è dietro la candidatura". Correnti impazzite nel PdInsomma, il percorso scelto dopo il disastro alle elezioni politiche è giusto. Non la pensa così un antico totem della sinistra come Michele Santoro: "Le costituenti si eleggono, ora una costituente eletta dai circoli di partito non è una costituente. Una costituente con le Sardine, ma ci rendiamo conto..." afferma il giornalista che spara a zero sulla mancanza di idee tra i dem: "Quando non sappiamo che mangiare apriamo la scatoletta di sardine. Ma dai".
Regionali nel Lazio, stipendi d'oro agli uscenti: l'ultima infornata di Zingaretti"La costituente è fatta per chiunque vuole partecipare. In altri tempi Enrico Berlinguer - ribatte Speranza, segretario di Articolo Uno - disse agli studenti: 'entrate e cambiateci'. Dobbiamo fare lo stesso". "Ma quello era un grande partito, non una congrega di famiglie com'è il Pd. Ma come fa a paragonare il Pd al PCI di Berlinguer?", fa notare il giornalista ex volto Rai. "No, questo è un valore, dobbiamo difenderlo", argomenta Speranza. "Dovete creare una base riunendoli", conclude Santoro ribadendo il consiglio non richiesto che, come gli altri, probabilmente sarà ignorato dal Partito democratico.
