La Russia ha invaso l’Ucraina, le sirene risuonano a Kiev, la popolazione smarrita e incredula scappa nei rifugi, l’Unione Europea si prepara a inasprire le sanzioni: è guerra in Europa. Si registrano esplosioni e vittime nel Paese e un aeroporto sarebbe stato occupato dai militari del presidente Vladimir Putin deciso a “denazificare” l’Ucraina.
Il direttore de “La Stampa”, Massimo Giannini, in collegamento con Tagadà, all’approfondimento politico di LA7, giovedì 24 febbraio, commenta il drammatico momento: “Stiamo raccontando la parte più brutta della storia, quella più inquietante, mi spingo a dire più incredibile. Appena adesso stiamo cominciando a rialzare la testa dopo due anni di un’altra trincea, quella della pandemia da Covid, e ci cacciamo dentro una guerra vera. E’ una guerra guerreggiata, boots on the ground cioè i soldati che attraversano un confine e invadono un territorio”.
La definisce calda in opposizione a quella fredda fatta di minacce nucleari. Pur riconoscendo che le armi non esplodono nel cuore del Vecchio Continente, Giannini ricorda che rumoreggiano “sulla linea sottile che divide l’Ovest dall’Est, comunque è Europa, sono i fantasmi del secolo breve, ancora una volta il fantasma post sovietico esce dagli armadi e ci fa la paura possibile e immaginabile, è un’escalation spaventosa”.
