Netanyahu e la lezione americana
Mettiamo al bando le chiacchiere italiane, le sfilate di presunti democratici armati di Costituzione che spiegano al resto del mondo cosa sia giusto e cosa sia sbagliato, salvo poi tappare la bocca nelle università agli studenti che non la pensano come loro. E impariamo dagli Stati Uniti cosa significhi davvero la parola democrazia. Joe Biden e Donald Trump si accusano di ogni nefandezza da quattro anni. Sono gli antipodi politici e culturali. Ma a differenza del nostro surreale dibattito politico gonfio di balle e bugie, sulla materia «democrazia» dicono la stessa cosa.
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E cioè che se mai un giorno il popolo palestinese potrà avere lo Stato a cui ha diritto da decenni e che per colpa anche dell’Occidente non esiste ancora, questo sarà conseguenza della sconfitta di Hamas e dei suoi alleati, della fine del Califfato islamista e del terrorismo jihadista, nel nome di un modello che si basa sui principi su cui si fondano gli Stati moderni. E quel modello, piaccia o no, è Israele. Anche se Netanyahu sbaglia tutto. Perché in democrazia si può anche sbagliare.
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