L'intervista

Anna Maria Cisint: “L’Islam politico è il vero pericolo”

«La Fratellanza Musulmana si presenta, apparentemente, con un volto buono e moderato, mentre dietro si nasconde un progetto politico che punta a conquistare spazi e cambiare le regole dall’interno. E sanno farlo molto bene, sfruttando anche i legami con quella sinistra che da anni li coccola e che finiscono per utilizzare come cavallo di Troia per penetrare nelle nostre istituzioni». È con queste parole che Anna Maria Cisint, europarlamentare della Lega, ha spiegato l’importanza della norma che arginerà questa organizzazione e che verrà votata nelle prossime ore a Bruxelles.

Ci vuole spiegare i passaggi essenziali di questa norma?

«Il Parlamento europeo ha davanti uno di quei voti che possono segnare la storia di questa legislatura. Siamo sotto attacco da una minaccia ibrida e silente, che è già dentro casa nostra: l’islam politico, ossia l’uso strumentale della religione per perseguire obiettivi militari da parte di organizzazioni sovversive come la Fratellanza Musulmana, già dichiarata organizzazione terroristica da diversi Paesi nel mondo. Domani, grazie a noi, il Parlamento europeo voterà per chiedere la messa al bando della Fratellanza Musulmana e delle associazioni ad essa collegate e per adottare contromisure specifiche in tutti i Paesi dell’Unione contro l’islamismo, per smantellare la loro strategia politica di influenza, controllo sociale e penetrazione nelle nostre istituzioni».

Cos’è la Fratellanza Musulmana e perché è un pericolo per l’Occidente?

«Stiamo parlando di un’organizzazione sovversiva islamista, operativa in diversi Paesi islamici, le cui ramificazioni sono arrivate anche a controllare militarmente interi territori e a governare secondo i dettami della Sharia. E che ambisce a conquistare anche l’Occidente. Ma non soltanto attraverso la violenza e gli atti terroristici tradizionali. Adotta una strategia molto più subdola, ormai denunciata dai report delle intelligence di mezza Europa: infiltrarsi nelle nostre società e nelle nostre istituzioni per sovvertirle dall’interno, tanto che gli stessi rapporti lanciano l’allarme sulla tenuta dei nostri sistemi liberal-democratici».

Quali sono le peculiarità di questa votazione?

«È un passaggio epocale in cui l’Ue dovrà decidere se dare un senso alla propria esistenza e difendere le libertà su cui è stata costruita oppure svendersi in cambio di qualche voto. Ed è lì che conteremo e vedremo chi starà dalla parte della difesa dell’Occidente e delle nostre democrazie e chi, invece, è compromesso con gli estremisti».

Bruxelles è consapevole del pericolo dell’Islam politico o ancora lo sottovaluta?

«L’Ue in questi anni è stata totalmente incapace di vedere quello che stava accadendo, tant’è che la Fratellanza è riuscita persino a ricevere finanziamenti dalle istituzioni europee. È l’esempio perfetto della strategia dell’islam politico che opera attraverso un ecosistema ampio di associazioni, che sono già state perfettamente in grado di legittimarsi e accreditarsi ai livelli più alti. Per anni un’Europa a trazione socialista ha spalancato le porte e steso il tappeto rosso all’islam: cancellando il Natale e cercando di imbavagliare chi denunciava il processo di islamizzazione, marchiandolo immediatamente come islamofobo. E mentre si criminalizzava chi lanciava l’allarme, il problema continuava a crescere sotto i nostri occhi. Ora, con il nostro lavoro, finalmente si svolta».

Ha letto della vicenda della scuola di Novi Ligure? Che ne pensa?

«È un episodio gravissimo. Fa bene il Ministro a mandare gli ispettori. È ora che chi utilizza la scuola come amplificatore di ideologie estremiste e messaggi pro-Pal e giustifica la violenza di organizzazioni terroristiche come Hamas venga mandato a casa. Il prodotto di questa ideologia è quello che abbiamo visto proprio in queste ore al Parlamento europeo, dove un’esponente della sinistra ha sfregiato la memoria delle vittime del 7 ottobre, calpestando la bandiera di Israele. Questa è la solita sinistra violenta che si schiera con il terrorismo e cerca di normalizzare tutto questo anche nelle scuole».

Commenti

I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.