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Zest: il cda approva la relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 2026

Nel primo semestre la gestione registra un miglioramento di 3,6 milioni di euro rispetto al primo semestre 2025, grazie alla performance del portafoglio partecipativo, che conta oltre 229 startup attive con un fair value di 48 milioni di euro e un multiplo medio di 1,8 volte il capitale investito, all’attività di advisory e all’ottimizzazione dei costi. L’indebitamento finanziario migliora per oltre 1 milione di euro

I primi sei mesi del 2026 confermano l’efficacia del percorso di razionalizzazione e sviluppo operativo intrapreso da Zest S.p.A.. Il Consiglio di Amministrazione della società — player di riferimento in Italia e in Europa nel settore del Venture Capital, dell’accelerazione e dell’Open Innovation, nato dalla fusione tra LVenture Group e Digital Magics e quotato su Euronext Milan — ha approvato la Relazione Finanziaria Semestrale consolidata al 30 giugno 2026.

Il bilancio d’esercizio evidenzia progressi sostanziali sul fronte dell’efficienza gestionale e del rafforzamento patrimoniale, tracciando una traiettoria positiva verso il recupero della marginalità e il raggiungimento del pareggio operativo.

La gestione operativa e la disciplina sui costi

Il dato centrale che emerge dalla semestrale è il netto recupero dell’equilibrio gestionale: la gestione complessiva segna infatti un miglioramento di 3,6 milioni di euro rispetto allo stesso periodo del 2025.

A sostenere questa progressione ha contribuito in maniera determinante la rigorosa disciplina nell’allocazione delle risorse e nel contenimento dei costi di struttura. I costi operativi si sono attestati a 4,955 milioni di euro, registrando una riduzione di 751 mila euro rispetto ai 5,705 milioni del primo semestre 2025. Gli interventi di ottimizzazione portati avanti dal management hanno inciso in particolare sulle spese per servizi (-425 mila euro), sul costo del personale (-128 mila euro) e sulla razionalizzazione della gestione delle sedi del Gruppo (-198 mila euro).

L’effetto combinato della tenuta dei ricavi delle divisioni core e del taglio delle spese ha consentito all’EBITDA operativo ricorrente di registrare un significativo balzo in avanti, migliorando di 486 mila euro e riducendo il deficit a -880 mila euro (rispetto ai -1,366 milioni del pari periodo 2025).

Portafoglio partecipativo: startup per 48 milioni di fair value e ritorni reali

Accanto alla disciplina di bilancio, il motore della redditività di Zest si conferma il proprio portafoglio di investimenti. La società conta attualmente oltre 229 startup attive, la cui valutazione complessiva (fair value) raggiunge i 48 milioni di euro, evidenziando un multiplo medio pari a 1,8 volte il capitale investito.

Durante i primi sei mesi dell’anno, Zest ha continuato a investire attivamente sostenendo le realtà ad alto potenziale:

  • Nuovi investimenti: effettuati 1,1 milioni di euro in 27 operazioni di portafoglio.
  • Capitale mobilitato: le startup partecipate hanno raccolto complessivamente 15,6 milioni di euro, riuscendo ad attivare oltre 14 milioni di euro di capitali da terzi.
  • Exit e incassi: sono state portate a termine 4 importanti operazioni di disinvestimento (tra cui Yakkyo, Mare Group, Olivia e Bikeroom), generando 1,4 milioni di euro di cash in diretto per la capogruppo.

La capacità di monetizzare e generare liquidità da disinvestimenti strategici è proseguita anche all’inizio del secondo semestre, come testimoniano la cessione ad agosto del 100% di Gamepix ad un gruppo statunitense e il completamento della liquidazione della partecipazione in Epic (con un IRR complessivo del 16% e un multiplo di 3,5x sul capitale investito).

Struttura finanziaria più solida: l’indebitamento scende sotto i 5,3 milioni

Gli sforzi di ristrutturazione si riflettono nitidamente sulla posizione finanziaria netta del Gruppo. L’indebitamento finanziario netto è migliorato per oltre 1 milione di euro, passando dai 6,271 milioni di euro rilevati al 31 dicembre 2025 ai 5,235 milioni di euro al 30 giugno 2026.

Il consolidamento della struttura patrimoniale (con un Patrimonio Netto di Gruppo pari a 42,44 milioni di euro) fornisce alla società il margine di manovra necessario per supportare la seconda fase del Piano Industriale. Un passaggio chiave di questa strategia è rappresentato dal recente lancio del Fondo Z_One in partnership con Eureka! Venture SGR. Dedicato ad asset ad alto impatto come Intelligenza Artificiale e UrbanTech, il fondo consolida l’evoluzione del modello aziendale verso una piattaforma integrata di Venture Capital e Open Innovation (VC-Led), puntando a regime a gestire masse (AUM) dirette e indirette comprese tra 130 e 200 milioni di euro.

Le prospettive per la seconda metà del 2026

I vertici aziendali mantengono un orientamento fiducioso ma prudente rispetto all’evoluzione della gestione nella seconda parte dell’esercizio, pur in un quadro macroeconomico e geopolitico globale non privo di incertezze.

Come sottolineato dal Presidente Marco Giovannini e dall’Amministratore Delegato Marco Gabriele Gay, l’obiettivo primario del Gruppo per i prossimi mesi rimane la piena attuazione del Piano Industriale: prosecuzione dell’efficientamento operativo, recupero dei margini ed espansione dei servizi ad alto valore aggiunto per imprese ed ecosistema dell’innovazione. La combinazione tra taglio dei costi fisso, valorizzazione delle partecipate e capacità di attrazione di capitali pone Zest nelle condizioni di consolidare il proprio posizionamento di leadership nell’innovazione tecnologica italiana ed europea.

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