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Occupazione stabile ad agosto, crescono i disoccupati e calano gli inattivi. Rasizza (Assosomm): «Più persone tornano a cercare lavoro, ora la priorità è trasformare questa partecipazione in occupazione»

Occupazione sostanzialmente stabile, aumento delle persone in cerca di lavoro e ulteriore diminuzione degli inattivi. È il quadro che emerge dai dati provvisori Istat relativi ad agosto 2026.

Gli occupati sono 24 milioni 352 mila, sostanzialmente invariati rispetto a luglio, mentre il tasso di occupazione scende lievemente al 63,0%. Le persone in cerca di lavoro aumentano di 48 mila unità in un mese (+3,1%), portando il tasso di disoccupazione al 6,2%; quello giovanile sale al 20,3%. Parallelamente, gli inattivi tra i 15 e i 64 anni diminuiscono di 21 mila unità, con il relativo tasso al 32,7%.

Il confronto annuale restituisce però un saldo occupazionale ancora positivo: rispetto ad agosto 2025 si contano 291 mila occupati in più (+1,2%). La crescita è trainata soprattutto dai dipendenti permanenti, che aumentano di 370 mila unità (+2,3%), mentre i lavoratori a termine diminuiscono di 157 mila (-6,2%). Crescono anche gli indipendenti, di 78 mila unità.

«L’aumento della disoccupazione non va letto isolatamente come un segnale di indebolimento del mercato - commenta Rosario Rasizza, Presidente di Assosomm -. Gli occupati restano sostanzialmente stabili, mentre diminuiscono gli inattivi. Significa che più persone tornano a cercare lavoro e, finché non lo trovano, entrano statisticamente tra i disoccupati. Il passaggio da osservare nei prossimi mesi sarà proprio questo: quanto questa maggiore partecipazione riuscirà a trasformarsi in nuova occupazione. Allo stesso tempo, la crescita dei rapporti permanenti conferma una tendenza che vediamo quotidianamente nelle imprese: quando trovano competenze valide, soprattutto tecniche e specializzate, cercano di trattenerle e stabilizzarle. Il nodo resta però il mismatch. Continuiamo ad avere persone in cerca di lavoro e aziende che non riescono a trovare i profili di cui hanno bisogno. Per ridurre questa distanza la priorità è la formazione, insieme a orientamento e percorsi capaci di costruire le competenze realmente richieste dal mercato».

Il quadro generazionale resta differenziato. Ad agosto gli occupati tra i 15 e i 24 anni sono 997 mila, sostanzialmente stabili sul mese ma in calo dello 0,7% su base annua; tra i 25 e i 34 anni l’occupazione cresce invece dell’1,3% rispetto ad agosto 2025. La componente più dinamica resta quella degli over 50, con 367 mila occupati in più in un anno (+3,6%)

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