Sono quasi 5,2 milioni le moto, gli scooter e i quadricicli effettivamente in circolazione sulle strade italiane. È il dato contenuto nel rapporto Istat sulle percorrenze dei veicoli pubblicato a inizio settembre, secondo cui ciascun mezzo percorre in media circa 2.500 chilometri l’anno. Il parco, però, è sempre più anziano: già nel 2021 l’età media delle due ruote in circolazione era di 12,8 anni e, secondo l’ACI, oltre sette moto su dieci hanno superato i dieci anni dalla prima immatricolazione.
Vittime tra i motociclisti sopra i livelli pre-Covid
Sul fronte della sicurezza il quadro resta critico. Il rapporto Istat-ACI sull’incidentalità stradale, diffuso a luglio, registra 802 motociclisti deceduti nel 2025: il 3,4% in meno rispetto al 2024, ma quasi il 15% in più rispetto al 2019, in controtendenza con il totale delle vittime della strada, che continua a diminuire. Per i motociclisti l’indice di mortalità è di 1,6 decessi ogni 100 incidenti, due volte e mezzo quello registrato per gli occupanti delle autovetture.
Roma, quasi un terzo delle vittime viaggia su due ruote
La Capitale riflette la tendenza nazionale. Secondo i dati della Polizia Locale, dei 124 morti sulle strade di Roma nel 2025, 38 viaggiavano in moto o scooter. La città occupa inoltre il primo posto nell’Indicatore di pericolosità stradale elaborato dall’International Center for Social Research, anche per le condizioni del manto stradale: per la manutenzione delle strade il Campidoglio spende circa 400 milioni di euro l’anno.
Sospensioni, il componente più trascurato
Ne deriva un parco di milioni di mezzi con forcelle e ammortizzatori spesso mai revisionati, in circolazione su strade dal fondo irregolare. Le cause degli incidenti sono molteplici e lo stato delle sospensioni non è certo l’unica, ma un mezzo che mantiene aderenza e stabilità costituisce un margine di sicurezza in più. Nel dibattito tra motociclisti, tuttavia, l’attenzione si concentra quasi sempre su potenza, elettronica e pneumatici. Le sospensioni tornano al centro solo quando emergono i primi sintomi: instabilità in curva, affondamento eccessivo in frenata, perdita di contatto sulle sconnessioni. Con il rientro dalle vacanze e i tagliandi di fine stagione, settembre è spesso il momento in cui questi difetti diventano evidenti.
Perché la taratura di serie non basta
Ogni moto lascia la fabbrica con una regolazione pensata per un pilota di riferimento che raramente corrisponde all’utilizzatore reale. Peso, abitudine a viaggiare con il passeggero, presenza di bauletto o valigie e stile di guida sono variabili che modificano l’equilibrio del mezzo.
«La taratura di serie è un compromesso: deve andare bene per tutti, e proprio per questo non è mai perfetta per nessuno», spiega Fabrizio Bertollini, CEO di Omnia Racing, e-commerce verticale di ricambi e accessori per moto e scooter con sede a Portici, in provincia di Napoli. «Un pilota di 60 chili e uno di 100 sulla stessa moto hanno bisogno di molle e idraulica diverse. Per questo partiamo sempre dal peso e dall’uso reale del mezzo, non dalla scheda tecnica».
A incidere è anche l’usura. «Su una moto di dieci anni che non ha mai visto una revisione, l’olio della forcella ha perso da tempo le sue caratteristiche», aggiunge Bertollini. «Il proprietario non se ne accorge perché il peggioramento è graduale, ma la moto frena, curva e tiene la strada peggio di quando era nuova».
Strada, pista, fuoristrada e scooter: esigenze diverse
Le priorità cambiano anche in base all’utilizzo. Su strada l’obiettivo è coniugare precisione in curva e capacità di assorbire le irregolarità dell’asfalto. In pista contano la fiducia sull’avantreno e la costanza di comportamento giro dopo giro. Nel fuoristrada l’idraulica deve gestire salti, radici e continue variazioni di carico. Nel mototurismo il posteriore deve sostenere il peso di passeggero e bagagli senza perdere assetto, mentre sugli scooter la priorità è filtrare buche, rotaie e sampietrini dei centri urbani mantenendo stabilità anche fuori città.
Un’offerta ampia, dalla fascia alta a quella d’ingresso
Il mercato aftermarket propone soluzioni diverse per tecnologia e prezzo: dai marchi di vertice come Öhlins e K-Tech a produttori come Bitubo, YSS, FG Gubellini e Hagon, con interventi che vanno dalla sostituzione del solo monoammortizzatore alla revisione completa dell’avantreno.
In questo segmento opera Omnia Racing, piattaforma online dedicata esclusivamente alle due ruote, con un catalogo di oltre 200mila articoli e più di 200 marchi: dalle sospensioni agli impianti di scarico, dai freni all’elettronica, fino a carene, accessori e abbigliamento tecnico. Oltre alla vendita ai privati, l’azienda dispone di un canale B2B per rivenditori, officine e team e affianca al catalogo un servizio di consulenza per la scelta e la taratura delle sospensioni.
«Proprio perché l’offerta è così ampia, il rischio è scegliere guardando il marchio invece delle proprie esigenze», osserva Bertollini. «Non sempre serve sostituire: in molti casi una revisione e una taratura corretta restituiscono alla moto un comportamento che il proprietario non ricordava più. Quando invece si cambia, il componente va scelto in base a come si guida e a quanto si vuole investire. Per questo, prima di consigliare un prodotto, chiediamo sempre peso, moto e tipo di utilizzo».
I segnali che indicano sospensioni da controllare
Un componente di fascia alta installato senza una regolazione adeguata può rendere meno di uno più economico tarato correttamente. Per questo la scelta dovrebbe partire dal pilota prima ancora che dalla moto: peso, stile di guida, percorsi abituali e carico trasportato.
«Ci sono segnali che il motociclista può riconoscere da solo», conclude Bertollini. «Se la moto affonda troppo in frenata, ondeggia in curva veloce o sulle sconnessioni sembra perdere aderenza, è il momento di far controllare le sospensioni. Spesso ci si abitua a un difetto senza accorgersene, e lo si scopre solo quando lo si elimina».
Con un parco circolante sempre più anziano e strade che non sempre offrono condizioni ottimali, il controllo delle sospensioni si conferma un intervento che incide non solo sul comfort e sulle prestazioni, ma anche sulla sicurezza di chi guida.
