Sono stati celebrati oggi, nella basilica di Santa Maria degli Angeli a Roma, i funerali solenni dei quattro militari italiani morti nell’incidente in elicottero avvenuto in Bosnia il 29 ottobre. Le vittime sono il sergente Simone Ruggia e il sergente Claudio Marchesi, dell’Esercito italiano, il tenente Franco Adriano Zecchillo e la sergente Laura Procacci, appartenenti al Corpo Militare Volontario della Croce Rossa. Alla cerimonia erano presenti, tra gli altri, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e la presidente del Consiglio Giorgia Meloni.
L’arcivescovo Saba: “Seminatori di germogli di pace”
I feretri, avvolti nel tricolore, sono stati accolti all’esterno della basilica, in piazza della Repubblica, da un picchetto d’onore delle Forze armate. La cerimonia, iniziata alle ore 10, è stata officiata da monsignor Gian Franco Saba, ordinario militare per l’Italia. “Nello spirito di servizio di queste vite, ora anche spezzate, siamo invitati a guardare in esseri seminatori di germogli di pace”, ha detto l’arcivescovo durante l’omelia. “In queste operazioni di cura per l’umanità senza barriere culturali, di fede, di confini - ha continuato Saba - sembra realizzarsi l’invito espresso da Papa Leone XIV quando afferma: ‘Preghiamo per la pace e lasciamo che i bisogni e le sofferenze del prossimo ci spezzino il cuore”. L’arcivescovo ha poi ricordato che i quattro militari “hanno messo a disposizione i loro talenti e le loro competenze” al servizio di missioni di pace e di assistenza alle popolazioni. Rivolgendosi ai familiari delle vittime, Saba ha sottolineato che “Dio non ci abbandona” e non chiede “di trattenere il dolore per la perdita dei propri cari”. Infine, ha espresso la propria vicinanza ai militari feriti e alle loro famiglie, trasmettendo anche la preghiera del presidente della Cei, il cardinale Matteo Zuppi.
Crosetto: “Sarà costruito un monumento per i quattro militari morti”
In Bosnia, dove è avvenuto il tragico incidente, sarà costruito un monumento in memoria dei quattro militari morti. Lo ha annunciato il ministro della Difesa, Guido Crosetto, prendendo la parola ai funerali. Crosetto ha raccontato anche un episodio accaduto durante la sua vita in Bosnia, dopo l’incidente. “Venerdì, mentre visitavo all’obitorio loro, i feriti negli ospedali, sono andato a vedere il resto dell’elicottero ed ero accompagnato da tutte le autorità della Bosnia-Erzegovina, tutte in silenzio, non hanno parlato. - ha spiegato - Quando stavo per partire si sono avvicinati. C’era un musulmano, un ortodosso e un cattolico, si odiano da generazioni e mi hanno detto: ‘Non riusciamo mai a trovare l’accordo su nulla, ma ci siamo messi d’accordo in un secondo. Noi costruiremo un monumento che ricordi questi quattro ragazzi’”. “È un monumento a loro, è un monumento alla storia delle Forze armate italiane, - ha aggiunto il ministro della Difesa - dei costruttori di pace, di un impegno che molto spesso noi non cogliamo e di cui loro sono diventati, volenti o nolenti, un simbolo”.
Mattarella: “Un giorno triste”
Al termine della cerimonia, le bare sono state accompagnate verso i carri funebri schierati all’esterno della basilica. Prima della partenza, i familiari hanno avuto un ultimo momento di raccoglimento. Le autorità e le altre rappresentanze civili e militari, rimaste a distanza, hanno atteso in rispetto silenzio. Quando il corteo funebre si è mosso, un applauso commosso ha accompagnato l’ultimo saluto ai quattro militari. Dopo le esequie solenni, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha incontrato al Quirinale una rappresentanza di allievi degli istituti di formazione militare. “Sono lieto di accogliervi, anche se è una giornata triste. - ha detto Mattarella - Siamo appena tornati dai solenni funerali dei quattro soldati morti in Bosnia ed è stato così, ancora una volta, sottolineato quanto sia l’alto valore dell’impegno dispiegato dalle Forze Armate, dalla Croce Rossa Militare e dalla Guardia di Finanza”.
L’ufficiale dell’Aviazione dell’Esercito: “Dolore dignitoso e toccante”
“Una giornata molto triste, di raccoglimento per la specialità, ma soprattutto per la Difesa. Ho visto anche la partecipazione sentita da parte dello Stato, della nazione e di tutti i cittadini”. Lo ha detto la tenente colonnello dell’Aviazione dell’Esercito Carla Broccolini parlando ai giornalisti dopo le esequie. “Eravamo in tantissimi. - ha osservato Broccolini - Veramente un silenzio e un dolore dignitoso, veramente toccante”. Parole toccanti anche quelle del vicepresidente della Camera, nonché deputato di Forza Italia e componente della commissione Difesa, Giorgio Mulè. “Si dice che un soldato non muoia mai: il sacrificio, il coraggio, l’onore e la memoria non svaniscono infatti con la fine della vita”, ha dichiarato Mulè. “L’esempio dei quattro militari con il loro senso del dovere, - ha aggiunto - quel ‘sacro dovere’ scolpito nella Costituzione, illumina il sentiero della nostra comunità nazionale”.
