Finisce l’era Lucano. Sospeso il Consiglio comunale di Riace. Tra le cause del provvedimento i debiti con le cooperative che si occupano di migranti. Per dirla in breve, quello che doveva essere un modello virtuoso di accoglienza, la bandiera della sinistra, diventa il tallone di Achille dell’esecutivo guidato dal sindaco progressista.
I problemi per il compagno Mimmo, infatti, cominciano nel mese di luglio quando la sua amministrazione, come qualunque altra, deve approvare la salvaguardia degli equilibri di bilancio. La fascia tricolore non rispetta le scadenze previste dalla legge e, dunque, arriva il commissario ad acta. Parte così una sorta di operazione verità sulle finanze municipali.
«Grazie a quest’ultima rivela Antonio Trifoli, consigliere d’opposizione emergono debiti fuori bilancio, fatture non pagate e spese folli dovute a una gestione a dir poco dilettantistica della cosa pubblica. Parliamo di rinfreschi inutili, sponsorizzazioni esagerate e costi legati a una propaganda di partito che nulla ha a che vedere con i bisogni della collettività. Arriva, poi, la goccia che fa traboccare il vaso: un contenzioso da tre milioni di euro. Le associazioni specializzate in immigrazione, pagate a peso d’oro, fanno causa al Comune per servizi pregressi».
Tali stranezze e inadempienze, intanto, non passano inosservate a chi di dovere, secondo cui, con tali irregolarità, non sarebbe possibile andare avanti. Il Prefetto di Reggio, Clara Vaccaro, pertanto, affianca come commissario alla dottoressa Sara Ferri, nominata per la gestione temporanea, la dottoressa Irene Vittoria Calabrò. Spedita pure la missiva con cui si certifica lo scioglimento del Consesso «per mancata adozione dei provvedimenti necessari per la salvaguardia degli equilibri di bilancio per l’esercizio finanziario 2026».
Un fulmine a ciel sereno, quindi, per il dirigente nazionale di Avs e per la sinistra tutta che parla di «accanimento». A sbraitare finanche l’ex governatore calabro, Mario Oliverio, che denuncia un «abuso» da parte dello Stato. Non è la prima volta che viene messo in discussione il mandato di Lucano. Basti pensare alla lunga querelle legata alla legge Severino, frenata solo dall’intervento della Corte di Cassazione
Una cosa è certa, stavolta non basterà l’intervento della massima autorità giudiziaria per chiudere la vicenda. Al primo Cdm utile, come stabilisce la normativa a riguardo, sarà firmato il temuto decreto di scioglimento che, di fatto, manderà a casa il team amministrativo, fino a ieri ritenuto “eccellenza”.
Quanto accaduto, nel frattempo, non passa inosservato nella capitale. «Un epilogo spiega Tilde Minasi, senatrice della Lega ampiamente prevedibile di una mala gestione da parte di chi ha usato un’intera comunità per meri scopi ideologici». Crolla la narrazione diffusa da una certa sinistra per cui laddove non governano i progressisti si determina un fallimento. «Nel caso di Riace continua l’esponente del Carroccio- invece di occuparsi della cura del territorio, dei servizi primari e della cosiddetta tenuta delle finanze pubbliche ci è spesi per un laboratorio volto unicamente a favorire e incentivare immigrazione irregolare, prosciugando le risorse del Comune e calpestando le reali esigenze dei cittadini residenti».
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