Usa: omicidio Calì, chi era 'Franky Boy' l'ambasciatore di Cosa nostra americana (2)
(AdnKronos) - Nei primi anni del Duemila gli Inzerillo, gli 'scappati' della guerra di mafia degli anni Ottanta tornano dagli Stati Uniti a Palermo. E a fine 2003 raggiunsero gli Stati altri due importanti personaggi di Cosa nostra: Nicola Mandalà e Gianni Nicchi, il primo della "famiglia" di Villabate e il secondo di quella di "Pagliarelli". Non sapevano di essere intercettati dalla Polizia e dall'Fbi. I contatti, come affermarono i magistrati nel provvedimento di fermo, avevano l'obiettivo di "elaborare e perseguire una strategia di riammissione di alcuni boss che negli anni '80 erano fuggiti da Palermo per scampare alla guerra di mafia scatenata da Totò Riina, e rifugiatisi negli Stati Uniti". Fra le famiglie mafiose che avevano dovuto abbandonare in fretta e furia la Sicilia per andare negli Stati Uniti spiccano gli Inzerillo, cioè gli «scappati», che solo di recente sarebbero stati riammessi sul circuito palermitano. Tra i viaggi più importanti spiccarono quello del 26 novembre 2003, quando Nicola Mandalá e Giovanni Nicchi partirono alla volta di New York, facendo rientro in Italia il successivo 7 dicembre. Il 23 dicembre 2003 partirono sempre alla volta di New York, Giuseppe Inzerillo e Salvatore Greco. E il 22 gennaio 2004 partirono per Toronto Filippo Casamento e Giovanni Inzerillo. Nel 2008 l'operazione 'Old Bridge' che azzerò le famiglie mafiose che avevano rapporti tra Italia e Usa. La notte scorsa l'omcidio di Frank Calì che rompe una pax mafiosa durata oltre 35 anni.
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