Alitalia: Battisti vola in Usa, punta a stretta con Delta/Adnkronos (2)
(AdnKronos) - Altro capitolo è poi il ruolo dell'altro potenziale partner, e cioè EasyJet. Secondo indiscrezioni, il vettore low cost britannico potrebbe rinunciare al progetto dal momento che la proposta di concentrare i voli di medio raggio su Milano non sembra essere stata accolta dai potenziali partner. Inoltre, dall'iniziale partecipazione intorno al 20% la quota si sarebbe ridimensionata e non andrebbe oltre il 15%. Nonostante le difficoltà, le fonti interpellate assicurano che il confronto va avanti. In parallelo, c'e' il versante delle partecipazioni pubbliche da definire. Il ruolo del Mef dovrebbe attestarsi al 15%. Le Ferrovie hanno sempre detto che, a valle dell'operazione, intendono detenere una quota di minoranza non superiore al 30%. In questi giorni, si è parlato di Fincantieri. Interpellato ieri a Bruxelles su questa ipotesi, il ministro dell'Economia Giovanni Tria non ha risposta ma si è limitato, hanno riferito i cronisti presenti, a un'espressione di diniego. I riflettori rimangono puntati su Poste mentre a Leonardo non ci sono nuovi segnali dopo che l'amministratore delegato del gruppo, Alessandro Profumo ha detto e confermato di non vedere capire il senso di un eventuale ingresso del gruppo da lui guidato. Insomma, il rebus si presenta ancora complicato. Ed è per questo che sembra destinata a slittare la deadline del 31 marzo. Un ulteriore rinvio che, rilevano le stesse fonti, non deve allarmare e rientra nel corso naturale quanto si fanno operazioni di sistema. Rinvio che certamente continua ad allarmare i sindacati che procedono verso lo sciopero del trasporto aereo proclamato per il 25 marzo dove la vertenza Alitalia ha un peso preponderante.
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