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LA PRIMA SFILATA NELLA CAPITALE

La Roma di Moschino si ispira a Fellini

La Roma di Moschino si ispira a Fellini

Jeremy Scott con Sandra Milo

Una sala da ballo decadente costellata di colonne e rovine romane, quelle delle Terme di Caracalla ricostruite per l’occasione all’interno di Cinecittà per glorificare la prima volta a Roma di Jeremy Scott e del suo Moschino. Gli studi cinematografici capitolini hanno accolto l’altra sera il fashion show della collezione uomo e della pre-collezione femminile per il prossimo autunno/inverno e, subito dopo, il party riservato ai circa 400 ospiti presenti alla serata. Un tripudio di simboli della romanità – lettere latine in ogni dove, e poi corazze ed elmi da centurione calzati con ironia – ma anche un omaggio ad uno dei registi più apprezzati della storia del cinema italiano: Federico Fellini. Lo onorano le scritte al neon distribuite per la sala, ma anche i riferimenti espliciti alle pellicole più celebri della sua filmografia.

«Ho deciso di presentare la collezione Uomo e la pre-collezione Donna A/I 19 negli storici studi di Cinecittà a Roma poiché lo show sarà un omaggio al grande Federico Fellini che ha girato proprio lì alcune delle sue pellicole più iconiche», ha spiegato in una nota il direttore creativo del marchio. «Ho preso ispirazione dal suo lavoro e dai magnifici personaggi protagonisti di film quali Roma, La Dolce Vita, Satyricon, 81/2, Casanova solo per citarne alcuni».

Apprezzatissimi dal parterre di volti noti – in prima linea Sandra Milo, l’ultima musa del film maker romagnolo e protagonista di 8½ e Giulietta degli spiriti, seguita da Elisabetta Canalis, Chiara Francini, Claudia Gerini, Alice Pagani,Tezeta Abraham e Ilaria Spada. E ancora Claudia Zanella, Marianna Di Martino, Luca Tomassini, Martina Chiello e Martina Pinto, Diana del Bufalo, Salmo,Catherine Pulain, Francesco Monte e Giulia Salemi - i riferimenti ai capolavori cinematografici felliniani sono chiari a tutti fin da subito. L’itinerario a tappe nell’onirico immaginario del cineasta, shakerato con l’inconfondibile tocco pop dell’eccentrico spirito libero che è Scott, si snoda lungo le immagini e le atmosfere delle pellicole.  Ci sono le incipriate dame veneziane con le acconciature imponenti e gli abiti opulenti modernizzati dagli orli più cortie le gonne a gabbia, i lunghi cappotti ricamati dalle ampie maniche e i toni drammatici, i turbanti stretti intorno al capo dei Casanova contemporanei che indossano completi  stretti in vita da maxi cinte da smoking dalle tonalità vibranti. C’è persino l’Anita Ekberg dei nostri giorni, che all’abito nero in velluto, celebre costume di scena de La Dolce vita, preferisce oggi un long dress a sirena rosso lacca con scollo a cuore e una cinta borchiata in vita. Le armature romane si stringono sugli abiti da sera femminili e sullo sportswear maschile. I bustier si abbinano ai pantaloni in pelle mentre costole e femori preziosi come gioielli troneggiano dalle tute nere, e le starlette, immaginate in pausa sul set, strette in abitini orlati con strati di baguettes si proteggono dal rigore invernale con giacconi maschili dall’appeal militaresco. (D.P.)

 

 

 

 

 

 

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