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Caro Gentiloni, fai come Craxi

Caro Gentiloni,  fai come Craxi

Paolo Gentiloni

Caro direttore,

Cossiga amava dire che «ad atto di guerra si risponde con atto di guerra», mentre Andreotti chiosava che «di guance ne abbiamo solo due e dopo il secondo schiaffo bisogna rispondere adeguatamente». Ma era la Prima Repubblica. Oggi osserviamo, come direbbe Gino Paoli, quattro «amici al bar», Gentiloni, Alfano, Padoan e Calenda, trasformarti in punching ball dal banchiere filo-tedesco Macron.

Tralasciando Parmalat, acquistata con dote milionaria dai francesi di Lactalis, e gli interessi incestuosi transalpini di Mediobanca con Generali, l'Eliseo ci ha rifilato due clamorose sberle siglando, a nostra insaputa, un accordo sulla Libia e riprendendosi i cantieri navali Stx che Fincantieri si era aggiudicata con l'ok dello stesso Macron, allora ministro dell'Economia, il quale, evidentemente, non era un europeista convinto ma voleva solo acquisire consensi in campagna elettorale.

In altri tempi, un premier vero come Craxi avrebbe certamente convocato un gabinetto permanente di crisi e avrebbe dato una risposta dura, infischiandosene se la Francia ha il potere di veto all'Onu e possiede un armamento nucleare. Ma si sa, politica industriale non c'è più mentre le nostre aziende pubbliche nella seconda Repubblica, a parte forse il breve periodo di interregno di Romano Prodi, sono senza guida politica, senza alcuna strategia comune e appaiono come «navi senza nocchiere in gran tempesta», per scomodare il sommo Poeta.

Dopo lo smacco, sarebbe stato opportuno che la Farnesina convocasse a Roma l’ambasciatore italiano a Parigi senza attendere l’arrivo di un inutile ministro francese. L'innocuo Padoan, invece, potrebbe estromettere le banche francesi dall’elenco degli "specialisti" del debito pubblico italiano – una vera cuccagna in cui figurano Bnp Paribas, Crédit Agricole e Société Générale - mentre la Cassa Depositi e Prestiti potrebbe dire che la rete telefonica in capo a Telecom è strategica e va subito nazionalizzata. Vincent Bolloré, colpito nel portafoglio per la minusvalenza che si produrrebbe sui bilanci, si rifarebbe subito su Macron, che diventerebbe "Micron" e tornerebbe a cuccia. La Mogherini, as usual, non pervenuta.

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